Il ludopratico
Caffè Scorretto
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C ome ci ricordano spesso, l’identità europea posa su due elementi: le radici giudaico-cristiane e l’eredità dell'illuminismo. Eppure a livello superficiale ci riconosciamo come europei attraverso i luoghi comuni: lo spagnolo caliente, il francese spocchioso e via stereotipizzando. Roba banale, che però ci si è depositata in mente lungo secoli di guerre e di paci, di scismi e di commerci, non solo di barzellette. Perciò è stato destabilizzante sapere che un impiegato comunale bavarese, scoperto dove tenevano la chiavetta dei parchimetri, in dieci anni ha sgraffignato monete per quasi due milioni. E no, abbiamo protestato interiormente in tanti, questa è roba da italiani furbetti: i tedeschi sono onesti e precisini. Poi fortunatamente è saltata fuori la confessione del tipo: pare abbia cominciato con piccole somme, ma poi si è trovato “in un circolo vizioso”. Eccolo l’amico Fritz, ci siamo detti sollevati, regolare e razionale. Noi abbiamo i ludopatici, che si rovinano con le macchinette mangiasoldi. Lui è ludopratico: la sua dipendenza non dà brividi ma guadagni sicuri. E lo immagini che rincasa tintinnante e annuncia: “Io avere vinto ankora”. “Ach, fortunellen...”, sbadiglia la moglie senza smettere di contare i puntini sulle u dei würstel. E in cielo passa veloce un aereo, ma lei neanche lo guarda. Sa già che a bordo ci sono un francese, un inglese e uno di Sorso.
