I controllori
Caffè Scorretto
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I n Italia si contano 19 enti che svolgono funzioni di controllo e regolamentazione in settori particolarmente sensibili o ad alto contenuto tecnico: energia, trasporti, concorrenza e mercato, anticorruzione, privacy. Tra questi la Commissione vigilanza Rai, nata per tutelare il diritto dei cittadini di conoscere come vengono spesi i soldi del canone e dei milioni che riceve dallo Stato attraverso i contribuenti, fruitori e anche editori, interessati all’imparzialità del servizio. È sconfortante scoprire che nel 2025 la politica ha impastoiato a tal punto la commissione che non si è riunita neppure una volta. Dove sta il controllo, la regolamentazione, dove sta l’indipendenza di quella e di altre commissioni? Sicuri che le regole del gioco vengano applicate in modo imparziale e al riparo da invasioni partitiche considerato che i componenti sono scelti quasi tutti non dal Parlamento, sempre più svuotato dal suo ruolo e dei suoi poteri, ma dal Governo sempre più invasivo? È forte il dubbio che prevalgano le leggi spartitorie e che le poltrone vengano occupate al di là delle competenze. Il problema non è l’esistenza delle Autorità certamente necessarie, e alcune all’altezza dei compiti, ma il modo con cui vengono nominate che imbestialiscono i cittadini a tal punto da portarli a leggere ogni decisione come parte di una commedia dell’arte.
