G li sfigati sono come gli zombie: uno fa senso, in massa fanno paura. Sulla pagina Phica e su chi ci sbavava sopra stanno già dicendo tecnicamente la loro psichiatri e penalisti; vista dal balconcino di una rubrica, sembra una patria sommersa per maschi terrorizzati dal potere e dal valore femminile. Non a caso a venire dossierate e poi commentate come frisone in fiera erano spesso donne con ruoli prestigiosi. Lo sphigato, che a tu per tu con ciascuna avrebbe balbettato in soggezione, esorcizzava la propria inferiorità riducendole a pezzi di carne, lombate da valutare con competenza cannibale. Il disastro è che ha potuto farlo in coro e più o meno alla luce del sole. E già che resta un pizzico di righe, diciamo due cose pure sull’ipocrisia dei giornali. Primo: il giochino grafico del Ph è bastato perché tutti scrivessero serenamente il nome Phica. Iniziasse con la F, nove testate su dieci lo chiamerebbero vittorianamente “quel sito” (e il decimo ci aprirebbe per tre giorni la prima pagina, appellandosi sornione al diritto di cronaca). Secondo: non bisogna essere Matusalemme (a proposito di patriarchi) per ricordare quando sui quotidiani a ogni inizio di legislatura si faceva un pezzo per designare Miss Montecitorio o Miss Consiglio, dopo pensosa valutazione delle rappresentanti del popolo. Pezzo di colore, lo chiamavamo, o di alleggerimento. Invece era pesante.

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