Gara apertissima
Caffè Scorretto
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
S e aveva ragione Napoleone, e non bisogna avere generali bravi ma generali fortunati, Meloni è a metà dell’opera: quelli bravi non li ha.
È che le mancano quelli fortunati.
Anche a tacere su Tajani, almeno per fair play, o su Santanchè, l’unica ministra dei cui fallimenti non si occupa l’opposizione ma la procura, sarebbe inevitabile ridacchiare ancora un po’ su Crosetto, il ministro della Difesa sorpreso in vacanza dalla guerra, un po’ come se Giorgetti perdesse i suoi risparmi in bitcoin. Senonché lo sfigometro vede in testa un duo irraggiungibile. Salvini continua a occuparsi di Trasporti e a rimpiangere gli Interni, col risultato che gli orari dei treni ormai sono mere congetture, però quando si schiera con un agente quello finisce in galera per crimini da gangster (finché le due passioni non si uniscono, con i carabinieri indagati per furti alla stazione Termini). E però lo insidia Nordio, che per guadagnare simpatie al Sì atterra in elicottero a Potenza e devasta la copertura di un campo di calcio. Il dramma è che la jella è bipartisan. Dovesse prevalere il No, nel campo largo passerebbe l’idea che le comprimarie Schlein-Conte possano davvero esprimere una leadership convincente. E a quel punto la Sgarbatella ce la teniamo a vita.
