Dire è quasi fare
Caffè Scorretto
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L a premier Meloni condanna «la complicità del regime fascista nelle persecuzioni: fu una pagina buia della storia italiana, le leggi razziali erano un’ignominia». Quando non ci si crede più, arriva qualcuno che dice non qualcosa di sinistra (non usa più): solo giusta. Fa notizia, ormai l’opinione pubblica (almeno sui social) è quella che è.
Nell’anno, la Giornata della Memoria (della Shoah) si scontra con le altre ben diverse 364. Esistono limiti da non oltrepassare: se si solleva l’asticella, l’inammissibile si fa lecito. Invadere un paese, ad esempio: per Putin, l’Ucraina era l’antipasto in attesa di divorare le Repubbliche baltiche, ma il mondo aiuta l’Ucraina per impantanarlo. Se ci fossimo voltati dall’altra parte, lo zar ci avrebbe sorpresi alle spalle.
Intanto Trump si prende il Venezuela e il suo petrolio, contro ogni norma. E ora si prende direttamente gli americani con la scalcagnata e violenta polizia anti immigrazione Ice e si trema al pensiero delle pur lontane elezioni, se le vince. E pure se le perde: vedere alla voce Capitol Hill. E poi la Cina non è vicina, ma solo a noi: lo è a Taiwan, eccome.
Certe asticelle sarebbe meglio tenerle basse e capirlo spetta agli elettori: stanno iniziando, negli Usa e in Israele. Se così non fosse, chissà se da Giorgia Meloni giungerebbero ugualmente quelle sacrosante parole. In ogni caso, le ha dette.
