Di tutto e di peggio
Caffè Scorretto
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“Q uesta Italia non mi piace”, ripeteva il giornalista e politico antifascista Giovanni Amendola ricordato da pochi e nel silenzio pressoché generale, a cento anni dalla morte. Il giudizio di quell’onesto italiano è ancora valido. Basta seguire la cronaca: morti ammazzati, pischelli con i coltelli tra i denti, anziani abbandonati e maltrattati, genitori tenuti in freezer per amore della pensione. Di tutto, di più e di peggio. Persino gli umarell, i simpatici pensionati battezzati in Emilia e diffusi in tutta l’Italia, chiudono le giornate criticando i ritardi nei cantieri pubblici e invocando l’uomo forte di qualunque colore sia che raddrizzi le schiene: esagerano ma sono anche molto incoraggiati. Alle proteste Palazzo Chigi risponde con un giro di vite cui però non fa seguito un calo dei fatti più inquietanti. La partita è persa, almeno per ora. Non se ne esce se la politica non riacquista credibilità cancellando i privilegi e recuperando l’autorevolezza persa con la promozione dei cortigiani a scapito dei meritevoli. Se la musica non cambia il malcontento degli umarell contagerà un numero sempre più alto di cittadini che vedono nella democrazia il governo dei poveri di idee che fanno poco e pure male. C’è stato, purtroppo un momento in cui in questo Paese uno solo diceva di aver ragione: adesso il numero si è allargato ma la ragione si è ristretta.
