Da Creso a Musk
Caffè Scorretto
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P uò una persona perdere in pochi giorni 488 miliardi di dollari del suo patrimonio, 240 dei quali in solo 24 ore? Sì, se si chiama Elon Musk. Era triliardario, ora non lo è più. Lo è stato per qualche settimana, poi la sorte e la Borsa gli hanno girato le spalle. Adesso il valore dei suoi beni non supera i 962 miliardi. Povero diavolo. Siamo preoccupati per lui. Comunque è sempre il più ricco del mondo. La grande emorragia non gli ha tolto il primato. Il secondo tra i ricchissimi si chiama Larry Page; cofondatore di Google e inventore del più usato algoritmo di ricerca internet, è distanziato quanto la terra dal sole: possiede appena 296 miliardi di dollari. Spiccioli. Non sappiamo se mai qualcuno prima di Musk abbia superato i mille miliardi di patrimonio netto. Abbiamo scritto mille miliardi in cifre e ci è venuta una vertigine nauseante: 1 seguito da 21 zeri. Creso, ultimo sovrano della Lidia, e Mida re della Frigia, furono i Musk dell’antichità; Musk è un Creso o un Mida dei nostri tempi. Loro si arricchirono, stando al mito, con l’aiuto divino; Musk si è arricchito mettendo a frutto il suo genio imprenditoriale e finanziario. Nessun intervento politico, nemmeno quello semidivino di Trump. Un Musk in Italia farebbe gola alla trimurti economica Schlein-Conte-Landini: che gli rifilerebbero una micidiale patrimoniale punitiva mascherata da giustizia sociale.
