N on posso sorvolare sulle osservazioni, alcune delle quali pesanti, di chi mi accusa di catastrofismo per avere io denunciato il rischio di islamizzazione dell’Europa. Quanto scrisse in merito Oriana Fallaci e quanto scrive Michel Houellebecq sembrano profezie. Il Corano ordina la guerra santa e l’islamizzazione del pianeta: sia nel testo originario sia nell’ultima interpretazione canonica del XIV secolo prima del grande balzo dei turchi ottomani sull’Europa orientale. Il Corano per i musulmani, buoni e cattivi, è parola di Allah, codice morale, civile e penale. Oggi come allora l’impero del male da abbattere è l’Europa, che nessuno dei suoi abitanti sente come sua patria e pochi sono disposti a difenderla. È un’accolita di Stati che tutelano i propri interessi gli uni ai danni degli altri e che si aggregano formalmente in manifestazioni di cordoglio quando sono colpiti a morte. Non c’è un pensiero comune né un piano di difesa. Meno ancora uno d’attacco. Divisi su tutto, uniti nelle lacrime. La voglia di reazione si esaurisce in un diluvio di parole e di distinguo che mascherano gli egoismi. L’alleanza tra sinistra radicale e islamismo radicale basata su interessi elettorali è un segnale di resa. Troppe campane suonano meste: da quelle dei governi affascinati dall’islamismo buono a quelle vaticane di piazza San Pietro. Dovrebbero invece suonare a martello.

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