Bastava chiedere
Caffè Scorretto
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I l mattino ha l’oro in bocca!, annunciavano gli adulti brutali e giulivi. E intanto sollevavano gli avvolgibili e ci scaraventavano nel mondo degli svegli, l’orrida landa spigolosa e fredda di quelli che si lavano, si vestono, si sottopongono a riti barbarici come la prima colazione e la prima conversazione (“Oh, stanotte ho fatto un sogno troppo strano…”) e poi si avviano a un destino pessimo e quotidiano, esploratori in zaino e grembiulino tra fitte brume di noia dalle quali, chissà, può anche balzare fuori ruggendo un’interrogazione. “Ma vai, che l’oro in bocca ce l’ha zia Gina!”, avremmo voluto replicare noi, torpidi ma ancora insospettiti da quel sorriso metallico, da quel falso molarismo che ci scintillava davanti a ogni riunione di famiglia. Però non riuscivamo a spiccicare i concetti. Bene, martedì “Il Post” informava che l’altro giorno Anne Genetet, ex ministra dell’Istruzione francese, ha pubblicato su “Le Monde” un appello per ritardare l’orario di inizio delle lezioni: pare che secondo gli studi di cronobiologia sia innaturale per i ragazzini cominciare a darci dentro cerebralmente già alle 8. Non saremo dei cronobiologi, Madame, e neppure degli ex ministri. Però se aveste domandato a noi, anziché scazzottare la porta urlacchiandoci di liberare il bagno, magari ci saremmo risparmiati cinquant’anni di ingiuste sofferenze.
