«Un 2025 soddisfacente, con l’aumento di società e con un incremento dell’attività giovanile. Ovviamente ci impegneremo per il nuovo anno affinché i risultati possano migliorare». È il responsabile del calcio a 5 regionale, Luca Fadda, a tracciare un bilancio di questo 2025 per il movimento del futsal sardo tra campionati nazionali e regionali, maschili e femminili, in vista anche degli impegni per il 2026, in particolare con il Torneo delle Regioni che vedrà scendere in campo anche le quattro rappresentative sarde (le tre maschili, under 15, under 17, under 19, e quella femminile) e la tre giorni, dal 4 al 6 gennaio a Quartu, con le fasi finale della Coppa Italia di serie C1 maschile e di serie C femminile.

Il 2025, per tracciare un bilancio sui singoli campionati, ha visto il Cagliari femminile conquistare una splendida salvezza nella serie A, arrivando anche a disputare i playoff scudetto. Poi, nel nuovo campionato, chiudere l’anno con una bella vittoria in casa dell’Audace arrivando così a conquistare con una giornata d’anticipo l’accesso alle finali a otto della Coppa Italia. «Raggiungiamo la Final Eight con una giornata di anticipo. Per noi questo è un traguardo storico, che l’anno scorso, per una posizione in meno in classifica, non siamo riusciti a raggiungere. Non potremmo essere più fieri di ciascuna delle nostre giocatrici e del percorso che insieme stiamo facendo», il commento della società rossoblù. Per rimanere in campo femminile, luci e qualche ombra nel torneo nazionale di serie B: il Cus Cagliari viaggia al quarto posto in classifica in piena zona playoff mentre l’Athena è distante tre punti. Oristanese e Ittiri sono in corsa per evitare la retrocessione e per ora hanno un vantaggio discreto. Nel campionato regionale di serie C sono otto le squadre iscritte e due le giornate disputate: ancora presto per fare un bilancio, anche se Quartu e Decimoputzu sembrano le due squadre maggiormente attrezzate per contendersi la promozione in serie B.

E ora l’analisi su quanto sta accadendo nei vari campionati maschili. In serie A2 il Quartu, partito con ambizioni importanti, si è trovato davanti alcuni ostacoli con punti persi negli ultimi secondi di partita. Così dopo undici giornate i quartesi del presidente Righetto sono al terzultimo posto. Ma con pochi punti in più sarebbe zona playoff. Dunque è ancora tutto aperto. Per cercare di dare una svolta la società ha cambiato tecnico, salutando e ringraziando per il lavoro svolto Massimo Diana e accogliendo Tony Petruso. L’obiettivo è cambiare marcia e arrivare a lottare per i playoff.

Nel girone A della serie B, prima parte di stagione d’applausi per l’Elmas, seconda in classifica dietro la schiacciasassi Varese (nove vittorie e un pari), e per la San Sebastiano Ussana, terza. Insomma la speranza è di vedere entrambe le squadre sarde ai playoff. Più complicato il Monastir che ha puntato sui giovani: penultimo posto e la speranza di agguantare i playout per evitare la retrocessioni diretta in serie C1. Nel girone E le altre due formazioni sarde, entrambe matricole, che si trovano a metà classifica: Villaspeciosa e Città di Cagliari sono separate da un solo punto, e sono più vicine alla zona playoff rispetto a quella dei playout. Ma non bisogna abbassare la guardia per evitare una seconda parte di stagione tormentata.

Nel massimo campionato regionale di serie C1, dopo dieci giornate, comanda la Villacidrese: per ora sembra la squadra maggiormente attrezzata per il salto di categoria. Dietro, a cinque punti, l’Atletico Sestu, altra società che sta facendo molto bene. In zona playoff Alghero, Ichnos Sassari, Fanni Sassari e Cus Cagliari, ma attenzione al CCC Serramanna e al Domus Perdaxius. Decimo, Villasor, Oristanese e Iron Bridge sono nella parte bassa: ma come sempre nel mercato di riparazione alcune rose potrebbero essere stravolte e cambiare il volto della loro stagione. In C2 invece Sarfut al primo posto ma la concorrenza non manca con Babylon, Mediterranea e Gonnesa subito dietro.

Fadda è contento anche e soprattutto del campionato di serie D: 28 squadre suddivise in tre gironi e che rappresentano praticamente tutta la Sardegna. «Un modo per tanti giocatori di assaporare la bellezza della nostra disciplina, oltre al grande lavoro svolto da molte società nel settore giovanile. Abbiamo in programma diversi progetti e speriamo di poter far crescere ulteriormente il movimento del calcio a 5».

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