Politiche 2027, iniziano le manovre con Onorato e Vannacci
Le nuove carte di centrosinistra e centrodestra in vista del voto nazionale: urne aperte a settembre del prossimo anno se si va a scadenza naturalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La lunga corsa verso le Politiche del 2027 è cominciata. Tra volti nuovi e le prime (insensate) dichiarazioni che da qui al prossimo anno obbligheranno a turarsi il naso. Due gli outsider ai blocchi di partenza: Alessandro Onorato per il centrosinistra e Roberto Vannacci per il centrodestra, anche se nessuno dei due è sconosciuto. Quarantacinque anni il primo, romano, assessore a Turismo, Grandi eventi e Sport nella Giunta romana di Roberto Gualtieri; eurodeputato il secondo, 57 primavere, fondatore di Futuro nazionale dopo il contestato divorzio con la Lega di Matteo Salvini.
Onorato ha battezzato a metà mese il suo Pci, acronimo che sta per Progetto civico Italia. L’ambizione è stata dichiarata in un PalaEur gremito. L’assessore, a cui hanno già affibbiato il bollino dell’antiRenzi, sta facendo nascere il partito degli amministratori. Per arrivare all’evento romano sono nati 400 Comitati e l’adesione di 685 politici locali, tra sindaci ed esponenti della Giunta. Un modello che richiama moltissimo il movimento di Federico Pizzarotti, ex primo cittadino di Parma, che nel 2018 diede vita a un identico cartello civico che in Sardegna, per esempio, oggi si declina con il verbo di Orizzonte Comune.
Romano di Ostia con casa in un quartiere nord della Capitale, il linguaggio di Onorato “tradisce” quell’approccio che già si era visto con Walter Veltroni candidato premier, ovvero una certa vicinanza al modello berlusconiano della politica. Tant’è: l’assessore al Turismo al battesimo dell’Eur ha parlato con nonchalance di «politica del fare», con un seguace qualunque di Silvio. E non a caso dietro l’ascesa di Onorato c’è il dem Goffredo Bettini, stratega della candidatura di Veltroni alle Politiche del 2008 perse proprio contro Berlusconi. Una sconfitta imputabile anche alle scelta delle alleanze, visto che l’allora leader del centrosinistra decise di imbarcare l’Idv di Antonio Di Pietro ma lasciò a terra i piccoli della sinistra radicale e l’Udc. Un’esperienza, quella, che deve aver insegnato parecchio a Bettini, visto che Onorato è l’uomo del centro. Che guarda a sinistra ma deve drenare voti moderati. Questa la missione.
All’Eur c’erano tutti: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Riccardo Magi ed Enzo Maraio. Quindi Pd, M5S, +Europa e Psi. Ma anche l’Avs di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Solo Matteo Renzi non si è visto. E Bettini, con Onorato, puntata proprio a sostituire l’ex premier al centro, considerato troppo poco incisivo con il 3 per cento di Italia Viva.
Sul capitolo delle mosse incomprese, ecco Vannacci. L’ex generale, propugnatore di quell’insulso concetto che è la remigrazione, ovvero il rimpatrio forzato degli stranieri in Italia, se ne dici una al giorno con Salvini. Domenica, intervistato dal giornalista Giuseppe Cruciani a NexUs, la festa della Lega Giovani a Milano Marittima, il segretario e vicepremier ha detto che «di Vannacci non ci frega più».
Se l’ex generale esiste politicamente, primo del suo Futuro nazionale, lo deve proprio a Salvini che gli stese tappeti rossi, reclutandolo alle Europee del 2024, non senza stizzire la base e anche diversi big, tra cui l’amatissimo Luca Zaia, il leghista che in tanti vorrebbe alla guida del partito. «Non porto rancore – ha detto Salvini a Milano Marittima –, è stata una delusione più umana che politica. Noi gli abbiamo aperto la porta, ma non ci frega più. Mai più con noi. Tra un anno ci ritroveremo qui con il centrodestra ancora al governo e con la Lega sopra il 10 per cento».
In realtà, dal sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato sabato 27 giugno sul Corriere della Sera, Futuro nazionale era avanti rispetto alla Lega, al sei per cento, almeno nelle intenzioni di voto. Adesso sta venendo fuori che il centrodestra potrebbe allearsi con Vannacci alle Politiche del prossimo anno. Da FdI, il partito di Giorgia Meloni, tanto interessata a vincere anche le prossime elezioni, sanno bene quanto il consenso dell’ex generale possa pesare. Allora, pur non stendendo i tappeti rossi come Salvini, fanno sapere che un’alleanza sarebbe possibile se Vannacci già da ora comincia a sostenere il Governo (oggi Futuro nazionale è all’opposizione). Insomma, dire tutto e rimangiarselo, a stretto giro. Sta già succedendo. È tipico della politica ma è anche uno stile da campagna elettorale (perenne in Italia).
