Nation Championship, il torneo che non c’era
A luglio debutta la competizione tra emisferi che sostituirà i test match estiviPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per passione, ma soprattutto per soldi. A luglio debutterà un nuovo torneo, una sorta di coppa delle nazioni in salsa mondiale della palla ovale, quello di cui nessuno aveva bisogno che manda in archivio i test match estivi. Si chiamerà Nations Championship.
La logistica non è semplicissima, ma World Rugby, il governo mondiale del rugby, ha deciso che il futuro è mobile. Su e giù per il mondo.
Due gruppi di squadre si sfideranno in un torneo tra emisfero nord e sud, articolato in sei fasi: tre partite a luglio e altre tre a novembre, per culminare poi nel primo Finals Weekend della storia. Il fine settimana, nelle intenzioni degli organizzatori, determinerà la nazione dominante e l’equilibrio di potere tra gli emisferi del rugby, ogni due anni. Il ranking avrà la sua parte.
Nel Nations Championship conta ogni punto, risultato e partita. Le dodici nazionali di rugby più forti del mondo, con i migliori giocatori del pianeta, competono per conquistare il nuovo titolo del rugby mondiale. Questo è come viene presentato dal governo della palla ovale con sede a Dublino, Ireland.
L’Italia
Intanto nei giorni scorsi sono state ufficializzate le sedi delle partite in programma nella prossima finestra estiva. Gli azzurri ci sono e proveranno a non sfigurare ma il calendario spiega che non sarà affatto semplice.
L'Italia farà il suo esordio sabato 4 luglio contro il Giappone al 'Chichibunomiya Stadium' di Tokyo.
Una settimana più tardi, sabato 11, la squadra guidata da Gonzalo Quesada farà visita agli All Blacks al 'Sky Stadium' di Wellington, mentre l'ultima partita per gli azzurri sarà sabato 18 luglio a Perth, contro i padroni di casa dell'Australia. Con il Giappone siamo favoriti, classifica alla mano, con l’Australia abbiamo pure vinto di recente. I tuttineri, invece, sono sempre di un altro pianeta oltre che di un altro emisfero.
In questo nuovo torneo, come in tutti gli altri, il business farà la parte del leone.
Sold out a raffica
Tre sold out consecutivi da 250.000 spettatori e oltre (nella terza giornata la somma della capienza degli stadi tocca i 300.000 posti). È l'obiettivo per il debutto nell'emisfero sud, il prossimo mese di luglio. Lo si capisce dall'annuncio fatto dagli organizzatori dei 18 stadi che ospiteranno la nuova manifestazione internazionale che sostituisce i tradizionali test-match estive. La prima partita sarà il 4 luglio a Christchurch con un Nuova Zelanda-Francia che sa tanto di passaggio di consegne. I galletti stanno dominando la scena europea, gli All Blacks sono scoloriti. Staremo a vedere.
Tra le curiosità una su tutte: le Isole Fiji giocheranno le partite casalinghe negli stadi dell'Emisfero Nord. Cioè sempre fuori casa. Troppo lungo e scomodo il viaggio per raggiungere le isole del Pacifico. Ma soprattutto nullo il business che ne deriverebbe e il Nations Championship è nato proprio. Così a luglio i guerrieri del Pacifico giocheranno a Cardiff, Liverpool ed Edimburgo. Non esattamente pacifiche ma sempre su un isola.
Come si è detto il torneo metterà di fronte 12 Nazionali dell’Emisfero Nord e Sud in una competizione con punti, classifiche e partite finali che si disputeranno a Londra, nell’Inghilterra dove tutto è cominciato.
Andrà in qualche modo a sostituire le finestre internazionali dei test match estivi e autunnali.
Le squadre che prenderanno parte al Nations Championship 2026 sono le squadre partecipanti al Sei Nazioni: Inghilterra, Francia, Irlanda, Italia, Scozia, Galles, quelle della SANZAAR, Nuova Zelanda, Sudafrica, Australia, Argentina più due invitate, Giappone e Fiji.
A leggere sul sito del nuovo torneo la ratio è quella di esaltare le rivalità. «Le accese rivalità tra emisferi e l’orgoglio nazionale sono al centro del rugby internazionale. Il formato innovativo del Nations Championship esalta queste sfide e le porta su un palcoscenico globale, per essere vissute e celebrate da giocatori e tifosi di tutto il mondo». Lo spettacolo, non ci sono dubbi, ci sarà.
