Negli Stati Uniti, dove si è appena concluso il Mondiale 2026 con il trionfo spagnolo, lo chiamano il “Goat Debate”. Ovvero il dibattito su chi sia il più grande di tutti i tempi. Vale per qualsiasi campo, ma soprattutto in quello sportivo. “Goat” – tradotto letteralmente capra – è l’acronimo inglese di Greatest Of All Time, “il più grande di tutti i tempi”. Un tema che accende sempre gli appassionati di calcio e che continua a dividere le generazioni. Fino ai primi anni 2000 il duello principale era tra due mostri sacri: Pelé e Maradona. Da una parte il brasiliano, l’unico a laurearsi tre volte campione del mondo (anche se il suo contributo nel Mondiale del 1962 fu praticamente zero a causa di un infortunio alla seconda partita). Dall’altra il genio e la sregolatezza di Maradona, l’eroe dei più deboli, capace di trionfare da assoluto protagonista con l’Argentina sfavorita nell’edizione della Coppa del Mondo del 1986 in Messico (quando segnò con la mano e dribblò tutta l’Inghilterra). Ci sarebbe anche Ronaldo, il fenomeno, Luis Nazario de Lima, che senza quegli infortuni alle ginocchia – e una diversa assimilazione dei carboidrati, per citare Federico Buffa – sarebbe lì tranquillamente al tavolo con i suoi due Palloni d’oro e il suo Mondiale da stella di un Brasile illegale conquistato nel 2002 in Giappone e Corea del Sud (nel 1994 invece, giovanissimo, non giocò nemmeno un minuto). Poi sono arrivati loro due, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ed entrambi hanno riscritto le regole del gioco e stravolto completamente il “Goat Debate” del pallone.

Il duello più bello del mondo

La loro rivalità è stata tra le più belle dello sport e il Mondiale, appena concluso negli Stati Uniti, è stato l’ultimo atto di due carriere irripetibili. In molti avevano scritto, prima della finale in New Jersey, che se Messi avesse vinto nuovamente la Coppa del Mondo avrebbe superato definitivamente Maradona. Poi ha perso con la Spagna, ma la realtà è che il numero 10 di Rosario non aveva più nulla da dimostrare. Non lo aveva nemmeno quattro anni fa in Qatar, ma quel successo iridato sulla Francia ai tiri di rigore è stata la ciliegina sulla torta. E la verità è che – numeri alla mano – Maradona lo aveva già superato da tempo. Il palmarès, dopo tutto, parla per lui: 3 Champions League (che diventano quattro se si conta quella del 2006 quando era ancora giovanissimo e riserva nel grande Barça di Ronaldinho), 8 palloni d'oro, 946 gol, assist e giocate da fenomeno. Le stesse che faceva Maradona, ma con una continuità e longevità senza precedenti. Solamente un altro è riuscito a stare per lo stesso tempo e sugli stessi livelli, vale a dire Cristiano Ronaldo. Una macchina da gol che a 41 anni non ha alcuna voglia di smettere e punta con decisione il traguardo delle 1000 reti. Alla guida del Real Madrid è stato Mister Champions League con le storiche tre Coppe dei Campioni consecutive conquistate con i Blancos prima del passaggio alla Juventus. In totale sono 5: quella del 2008 con il Manchester United e la prima con il Real nel 2014, antipasto del three-peat. Sono cinque anche i palloni d’oro (qualcuno sostiene che gliene manchi un sesto, quello del 2018 assegnato a Modric).

La verità è che Messi e Ronaldo hanno dominato il calcio per quasi vent’anni, spingendosi uno con l’altro a migliorarsi. Per molti è stato un duello di talento (quello dell’argentino) contro lavoro (quello del portoghese), ma ridurlo così sarebbe ingeneroso per entrambi. Perché Ronaldo ha dimostrato di avere parecchio talento: Manchester era stato additato come un giocoliere, ma qualcuno se lo dimentica. Poi si è reinventato bomber di razza, ma con dribbling e strappi. Dall’altra Messi – che tecnicamente ha dimostrato di essere superiore a tutti – ha dovuto lavorare parecchio e allo stesso modo di CR7. Altrimenti a 39 anni non avrebbe mai giocato un Mondiale del genere come quello negli Stati Uniti. E a proposito dell’ultima Coppa del Mondo. Sarebbe altrettanto ingiusto paragonare i due solo per quanto accaduto in poco più di un mese: perché Ronaldo ha 41 anni non è più in grado di strappare come una volta, mentre Messi poteva contare su una squadra forse sulla carta più scarsa ma sicuramente più funzionale per lui. In realtà si dovrebbe contare quanto entrambi avevano fatto in precedenza, dai primi anni 2000 fino al 2026. Vent’anni con record e numeri irripetibili per chiunque. Il dibattito sul più grande di sempre resta sempre valido, ma per quanto fatto Messi e Ronaldo hanno il diritto a contendersi lo scettro più di chiunque altro. Anche più di Maradona e Pelé.

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