A Coverciano la data è cerchiata in rosso nel calendario: giovedì 26 marzo 2026. Manca meno di un mese a Italia-Irlanda del Nord, il primo di (si spera) due appuntamenti da non fallire per la Nazionale di Rino Gattuso. A Bergamo gli azzurri devono necessariamente vincere per continuare a inseguire il sogno Mondiale. Quello che un tempo per il calcio italiano era la normalità, da dodici anni a questa parte è diventato un vero e proprio incubo dopo i disastri negli spareggi contro Svezia (nel novembre del 2017) e Macedonia del Nord (nel marzo del 2022). Due sconfitte che hanno lasciato il segno e che per questo devono essere da monito per chi giocherà i playoff tra meno di un mese. Perché andare in America - per la Coppa del Mondo che si disputerà tra Canada, Stati Uniti e Messico - è un obbligo per tutto il movimento. L’Italia del calcio un altro Mondiale a casa non se lo può proprio permettere.

La formula
Il 26 marzo, alla New Balance Arena di Bergamo, si giocherà la semifinale dei playoff di qualificazione. Contro l’Irlanda del Nord sarà gara secca senza ritorno: quindi, in caso di parità nei 90 minuti, si andrà ai tempi supplementari ed eventualmente ai tiri di rigore. Stesso discorso per la finale. In caso di successo, gli azzurri tornerebbero in campo il martedì successivo, il 31 marzo, contro la vincente dell’altra semifinale in programma, Galles-Bosnia. A prescindere dall’avversario, la squadra di Gattuso dovrà giocare la sfida decisiva in trasferta. Cardiff o Zenica che sia, il clima non sarà sicuramente dei più semplici.

I convocati
Per il doppio appuntamento il commissario tecnico subentrato al posto di Luciano Spalletti dovrà per forza di cose puntare sul gruppo che ha partecipato alle qualificazioni. Lo sguardo però dovrà essere rivolto anche a quello che dice il campionato. In particolare, in casa Cagliari, c’è un Marco Palestra che sta brillando e si sta affermando come uno dei migliori esterni in circolazione. Difficile che Gattuso ne faccia a meno. Può rientrare nel giro anche Elia Caprile, ma la concorrenza tra portieri è agguerrita, a cominciare da Donnarumma. Il portiere del Manchester City è uno degli intoccabili insieme a Tonali e al blocco Inter formato da Barella, Bastoni e Dimarco. Il ct dovrebbe poi confermare il modulo con il doppio centravanti. Kean, Retegui e Pio Esposito si contenderanno due maglie, perché per andare al Mondiale serviranno soprattutto i gol.


Le ultime volte
L’Italia non partecipa a un Mondiale da dodici anni, dall’edizione disputata in Brasile nel 2014, quando gli azzurri allenati da Prandelli uscirono nella fase a gironi. Fatale la sconfitta per 1-0 contro l’Uruguay, nell’ultima e decisiva gara segnata dal morso di Suarez a Chiellini e decisa dalla rete del futuro difensore del Cagliari (ai tempi in forza all’Atletico Madrid) Diego Godin. Nelle partite precedenti quella Nazionale aveva battuto l’Inghilterra per 2-1 all’esordio grazie ai gol di Marchisio e Balotelli (ultimo marcatore azzurro in una Coppa del Mondo) e perso 1-0 contro la sorpresa Costa Rica di Keylor Navas. Bisogna tornare indietro di vent’anni, invece, per trovare l’ultima partita della Nazionale italiana in una fase a eliminazione diretta. Sì, era il Mondiale del 2006 in Germania, quando gli azzurri trionfarono nella notte di Berlino contro la Francia di Zidane ai calci di rigore. Quella vittoria ha segnato una generazione, mentre quelle successive non hanno nemmeno mai visto e vissuto le emozioni di un Mondiale con l’Italia. Per questo a fine marzo la Nazionale di Gattuso non può permettersi di fallire.

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