Maledetta primavera? Nell’Isola l’allergia stagionale gioca d’anticipo (e più a lungo)
Tra fioriture precoci e polline record, i dati del monitoraggio Arpas Sardegna confermano: siamo nel pieno di una “tempesta perfetta” che colpisce un italiano su treLa stagione delle allergie (Foto Ansa)
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“Che fretta c’era, maledetta primavera...” diceva la canzone di Loretta Goggi, inno indiscusso della musica italiana.
Ma per migliaia di sardi, la fretta della natura quest’anno si traduce in occhi che bruciano, starnuti fastidiosi e un senso di spossatezza perenne. Con l’arrivo della bella stagione, questi sintomi smettono di essere un semplice fastidio e prendono un nome preciso: allergia stagionale.
Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, mentre i campi si accendono di verde e le rondini tornano a popolare i cieli, per molti inizia un vero calvario. Naso chiuso e occhi pesanti non sono affatto una suggestione: quest’anno, il risveglio della natura sull’Isola non è stato un sussurro, ma una vera “tempesta perfetta” di pollini. A confermarlo sono i dati dell’Arpa Sardegna, che monitora costantemente la situazione attraverso i centri operativi di Sassari e Cagliari.
Il paradosso di un inverno generoso
Secondo l’ultimo bollettino dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, stiamo attraversando «settimane con concentrazioni polliniche nettamente superiori alla media».
Ma perché proprio ora? La risposta risiede nel bizzarro andamento climatico degli ultimi mesi. «Le abbondanti precipitazioni invernali, seguite da un rapido innalzamento delle temperature – spiegano gli esperti dell’Arpas – hanno favorito sia il rigoglio delle piante arboree sia una germinazione diffusa e particolarmente vigorosa delle specie erbacee». È come se la vegetazione avesse premuto l’acceleratore tutto d’un colpo, saturando l’atmosfera di microscopici granuli dorati.
Identikit dei “colpevoli”
Per chi soffre di allergia, dare un nome al nemico è il primo passo per difendersi. Il monitoraggio aerobiologico dell’Arpas punta il dito contro alcune famiglie botaniche specifiche che dominano il paesaggio sardo: Cupressaceae-Taxaceae: Cipressi e tassi, usati spesso come siepi ornamentali, liberano pollini leggerissimi capaci di viaggiare per chilometri. Oleaceae (genere Fraxinus): Olivo e frassino sono i grandi protagonisti. Il frassino, in particolare, sta contribuendo in modo significativo al carico allergenico di queste settimane. Urticaceae: È la famiglia della Parietaria judaica, la celebre “erba dei muri”. Onnipresente tra i muretti a secco e i marciapiedi dell’Isola, è una delle principali cause di asma allergica nel Mediterraneo. E ancora l’euphorbiaceae: tipiche della macchia mediterranea, partecipano attivamente a questo affollatissimo mix letale per i soggetti allergici.
Un fenomeno in crescita
Il caso Sardegna non è isolato, ma riflette un trend nazionale preoccupante: oggi l’allergia colpisce un italiano su tre. Secondo alcuni dati condivisi da Assosalute qualche settimana fa, in occasione della Giornata nazionale dei pollini, il 28% della popolazione italiana convive con sintomi allergici importanti. Un dato significativo che diventa allarmante se si pensa che, secondo gli esperti, questa percentuale potrebbe crescere ulteriormente, fino a toccare il 40% entro il 2030.
A preoccupare però non solo l’aumento dei pazienti, ma anche la durata della sintomatologia. A causa del cambiamento climatico, le stagioni polliniche sono diventate più precoci e lunghe. Se un tempo il fastidio era confinato ai mesi di maggio e giugno, oggi i primi picchi si registrano già in pieno inverno. Le piante, “confuse” dalle temperature anomale, riducono drasticamente i periodi di tregua per il sistema immunitario degli allergici.
Come difendersi?
Non c’è bisogno di barricarsi in casa, è possibile limitare i sintomi adottando alcuni semplici accorgimenti quotidiani e un po’ di buonsenso. È utile consultare regolarmente i bollettini pollinici locali e limitare le attività all’aperto nelle ore di picco. Fondamentale anche tenere le finestre chiuse durante le giornate ventose e utilizzare filtri per l’aria in casa e in auto. Infine lavare frequentemente viso, mani e capelli dopo essere stati fuori, avendo cura di cambiare i vestiti per non trasportare i pollini negli ambienti interni.
