Il basket professionistico americano, la Nba, l’associazione dei proprietari e dei giocatori, mostra i muscoli. Ha bisogno di spazio, di nuove e remunerative piazze, di ampliare insomma il suo mercato. Uno degli show più seguiti al mondo, che genera ricavi incredibili, apre a due nuove piazze ma soprattutto si prepara allo sbarco in Europa.

La National Basketball Association è formata da trenta “padroni” delle squadre e da un commissioner, una sorta di amministratore delegato, che guida questo tavolo di miliardari: è l’avvocato Adam Silver, 63 anni, che sta progettando di “attaccare” il Vecchio Continente convincendo investitori (c’è già la fila) a mettere in piedi una lega Nba Europe nelle grandi città. E magari sottraendo potere e risorse ai grandi club che dominano l’Eurobasket, alcuni peraltro pronti a salire sul nuovo carro.

Cosa succede

La Nba sta accogliendo al tavolo dei trenta altre due piazze di grande peso, Seattle e Las Vegas, la prima con la grande tradizione dei Sonics da mettere sul piatto. I due finanziatori dei due club dovranno presentarsi con una “fee”, una tassa da 500 milioni di dollari per iniziare. Nella riunione hanno detto quasi tutti sì, avendo capito che arrivano nuovi capitali anche se la torta deve produrre due fette in più.

Ma non finisce qui il progetto di espansione. Il 31 marzo scadeva il termine fissato dalla Nba per le manifestazioni di interesse e per le offerte (non vincolanti) da parte dei potenziali investitori europei. Come detto, la Nba lavora – mancano atti e comunicati ufficiali, siamo solo alle parole – per la creazione di un campionato europeo (NBA Europe) con l'obiettivo di partire nel settembre del 2027.

Entro la fine di marzo, gli interessati (super imprenditori, presidenti di club, anche fondi di investimento) avrebbero dovuto far arrivare le loro proposte economiche per ambire a ottenere una “franchigia”, ovvero un club da finanziare e mandare in campo. In Italia ci sarebbero due pool di investitori a Roma e Milano interessati alla possibilità, da indiscrezioni anche l'Olimpia Milano avrebbe manifestato il suo interesse. e soggetti interessati a Roma spesso citati nei dossier. Magari legandosi a Inter e Milan, che sono state collegate all'interesse per il progetto.

L’investimento

Secondo Sport & Finanza, che ha pubblicato alcuni servizi su questo tema, il progetto NBA Europe, previsto per il debutto nell’autunno del 2027, avrà un format che prevede dodici squadre permanenti – ovvero senza promozioni o retrocessioni come nel sistema europeo - nelle principali città del Continente. Sport & Finanza non ha affrontato nel dettaglio il tema delle fee di ingresso, sia per le nuove franchigie americane che per quelle europee. Ma secondo le proiezioni degli uffici della Nba, l’espansione nelle due nuove piazze americane e in Europa potrebbe generare circa 20 miliardi di dollari, entrate che non rientrerebbero nel cosiddetto Basketball Related Income (BRI), quindi non condivise con i giocatori, garantendo così un ritorno diretto e immediato per i proprietari. Le indiscrezioni parlano di cifre molto alte (si è discusso di valori dai 500 milioni fino a 1 miliardo di dollari per ogni club, investimenti che in Europa pochissimi potrebbero sostenere), numeri che stanno rendendo la fase di negoziazione “molto complessa”, secondo Sport & Finanza. Tanto che il 31 marzo potrebbe essere solo una finta deadline. Con le negoziazioni con FIBA ed Eurolega che proseguiranno. Né è stato ancora dichiarato se le migliori formazioni europee della lega continentale andrebbero poi a scontrarsi con quelle delle Conferences americane. Il basket Nba, comunque, non ha più confini.

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