La foresta è la più importante infrastruttura verde d’Italia
Ha raggiunto ormai il 36% della superficie nazionale, occupando le aree agricole ormai abbandonate. Ma la Sardegna resta in fondo alla classificaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’organizzazione internazionale che certifica la gestione sostenibile delle foreste Pefc (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes) ha pubblicato “Foreste in comune”, un’indagine sul patrimonio forestale dei comuni italiani. <Una sintesi ragionata sulla diffusione boschiva nei Comuni italiani, con approfondimenti sull’impatto e l’influenza di questo patrimonio sulla dimensione insediativa, sociale ed economica dei singoli comuni italiani o delle Comunità territoriali>, precisano gli esperti.
Il rapporto
<Il rapporto “Foreste in Comune” evidenza, se ancora ce ne fosse bisogno, che gli ecosistemi forestali sono la più importante infrastruttura verde del Paese, coprendo il 36,4% del territorio nazionale e con una estensione di quasi 11 milioni di ettari e che, secondo recenti aggiornamenti, continua ad aumentare - sottolinea Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente - L’estensione delle nostre foreste è cresciuta principalmente su terreni agricoli abbandonati, anche grazie a una legislazione conservativa e per interventi di rimboschimento. La superficie forestale, dopo aver toccato il minimo storico con il 12% di indice medio di Boscosità tra il XIX e XX secolo, è quasi raddoppiata rispetto al 1970, passando da 6 ai quasi 11 milioni di ettari attuali. Negli ultimi decenni i boschi sono aumentati, migliorando la struttura e aumentando la densità e la biomassa forestale e, di riflesso, nel periodo 1982-2020 la Superfice Agricola utilizzata è diminuita del 21,5%>. In Italia sono state identificate 23 tipologie forestali, ospitiamo 117 specie arboree e 10 delle 14 categorie forestali ritenute dall’Agenzia Europea dell’Ambiente più rappresentative della variabilità ecologica forestale del continente europeo.
Il commento
<L’indagine presenta dati inediti e sorprendenti, come l’Indice di Boscosità dei comuni italiani e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento – precisa Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia – La superficie forestale ha superato la soglia dei 100mila chilometri quadrati, pari a circa un terzo del territorio nazionale, e dal 2020 ha superato l’estensione delle utilizzazioni agricole. Questo passaggio, tuttavia, non è stato accompagnato da una pari crescita di attenzione pubblica e istituzionale>. <Il patrimonio forestale nazionale rappresenta non solo una componente del capitale naturale del nostro Paese, da custodire e tutelare ad ogni costo, ma anche un bene patrimoniale di interesse pubblico, che richiede oggi più che mai, politiche dedicate per garantirne una gestione e valorizzazione sostenibile per la fornitura di tutte quelle esternalità materiali e immateriali, meglio conosciute oggi come Servizi Ecosistemici, di fondamentale importanza per la società presente e futura>, scrive Raoul Romanbi, direttore del Centro di ricerca forestale e legno del Crea.
I numeri
Sono 3.596 i comuni montani in tutta Italia, che rappresentano il 47,8% della superficie nazionale e ospitano il 13,5% della popolazione. Più dei tre quarti del bosco nazionale si trovano nei 3.149 comuni con Indice di Boscosità superiore al 40%, dove il bosco è la copertura prevalente del suolo. Di contro, in circa metà dei comuni italiani l’Indice di Boscosità e inferiore al 20% e si concentra in meno del 10% della superficie forestale nazionale, pur risiedendovi oltre due terzi della popolazione. Per 495 comuni italiani (nei quali risiede appena l’un per cento della popolazione nazionale) la copertura forestale è praticamente esclusiva visto che l’Indice di Boscosità supera l’80%.
Nello specifico la superficie forestale (in ettari) più ampia in Italia ricade nel comune di Gubbio con 26.804, seguita da San Giovanni in Fiore con 21.937. In testa invece tra i comuni italiani con il più alto indice di boscosità si trova Marcetelli con 98%, poi Bormida con il 97%. Infine un altro dato riguarda l’indice di boscosità dei 10 comuni più estesi in superficie: in testa ancora Gubbio con il 51%, seguita da L’Aquila con il 37%. In questa top ten figura anche Sassari con il 7,63%
La Sardegna
I 377 comuni sardi hanno una superficie forestale di 685.952 ettari su una complessiva di due milioni 410.853 ettari. L’indice di boscosità quindi raggiunge il 28% (stesso dato dell’Emilia Romagna, Lombardia, superiore solo a Puglia, Sicilia e Veneto). La superficie forestale più esteta è nel comune di Bitti (12.416 ettari), poi Orgosolo (11.577) e infine Baunei (11.473); l’Indice di Boscosità più alto spetta a Lodine (90%) poi Belvì (85%) e Ovodda (83%) mentre l’Indice di Boscosità dei 3 comuni più estesi della regione spettano a Sassari (8%) Olbia (14%) e Arbus (9%). A quota zero per quando riguarda superfice forestale e quindi Indice di Boscosità si trovano La Maddalena, Monserrato, Pimentel, Selargius e Soddì.
