Io sto con gli ippopotami
Un magnate indiano si offre di salvare dall’abbattimento 80 esemplari importati negli anni ‘90 da Pablo Escobar, da anni al centro di una battaglia legale tra governo e animalistiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Io sto con gli ippopotami. Potrebbe essere il motto di Amant Ambani, figlio di Mukesh, uno degli uomini più ricchi dell'India. Il facoltoso erede si è offerto di portare in salvo i cosiddetti "hippon cocaine": gli ippopotami importati illegalmente dal signore della droga Pablo Escobar negli anni ‘80, per il suo zoo privato, l'hacienda Napoles.
Gli indiani hanno un particolare culto degli animali ma l’offerta rientra a pieno titolo tra le super stranezze da ricchi. L’obiettivo è salvare da morte certa 80 animali. Gli esemplari comprati da Escobar erano solo quattro, ma in assenza di predatori naturali nel corso degli anni si sono riprodotti fino a diventare oltre 170. Questi giganteschi animali si sono stabiliti nel fiume Magdalena, nella Colombia centrale, e sono diventati un problema per l’ambiente e per le persone. La loro è una storia avventurosa e ricca di colpi di scena.
In passato si era pensato di sterilizzarli o trasferirli, metodi fallimentari. La ministra dell’Ambiente Irene Vélez ha detto di recente che i metodi precedenti per controllare la popolazione degli ippopotami sono stati costosi e infruttuosi, e che quindi ora si procederà con la loro uccisione. Ma non ha precisato quando inizieranno gli abbattimenti. Il governo dovrà ora valutare la proposta del magnate indiano. Magari una nave ad hoc attraverserà i sette mari per portare a termine la sua missione. La destinazione finale potrebbe essere l’Africa, la terra da dove tanti anni fa partirono i “padri” fondatori della colonia di Napoles.
A novembre del 2023 era stato già annunciato un piano di abbattimento, dopo che una sentenza della corte suprema colombiana li aveva definiti una specie invasiva: poco dopo il governo aveva cambiato idea, ed era tornato a sostenerne la sterilizzazione, anche per via delle proteste.
Pochi anni prima la sorte di questi meravigliosi animali era a stata al centro di una clamorosa sentenza che li aveva riconosciuti come “persone giuridiche”.
A pronunciarla, nel 2021, un giudice federale dell'Ohio (Stati Uniti), un escamotage legale degli avvocati animalisti per bloccare il piano del governo colombiano, che prevedeva l'abbattimento (o la sterilizzazione aggressiva). Riconoscendoli come "persone" (aventi diritti legali), è stato possibile tutelarli in tribunale.
Non significa che abbiano documenti o sembianze umane. In questo caso il termine "persona" può indicare un soggetto di diritto. In questo caso, ha permesso agli animali di essere considerati entità con diritti propri, difendibili al pari di una persona fisica o di un'azienda. Tuttavia questa sentenza un po’ originale è stata ribaltata da una sentenza della suprema corte.
Gli ippopotami furono messi in libertà dopo la morte di Escobar, nel 1993. Oggi, dopo essersi moltiplicati, sono considerati un problema perché divorano la vegetazione, tolgono spazio agli animali locali, inquinano il terreno e l’acqua e mettono in pericolo le persone. Nonostante siano erbivori, gli ippopotami sono molto territoriali e sono tra gli animali più pericolosi al mondo: possono uccidere un uomo con un solo morso e sono responsabili di circa 500 morti all’anno, principalmente in Africa. In Colombia non sono mai state registrate morti causate dagli ippopotami, ma diversi abitanti della zona sono stati attaccati, e in almeno un’occasione gli animali sono entrati nel giardino di una scuola.
Escobar si era costruito, nel distretto di Antioquia, in Colombia, quella che era di fatto una via di mezzo tra un’enorme villa, un bunker e una cittadella fortificata, dotata di aeroporto privato, hangar, fiumi, laghi, cascate, innumerevoli piscine, un distributore privato di benzina, e uno zoo con varie specie animali, incluse zebre, antilopi, giraffe, tutte quelle che il denaro poteva comprare. Con la morte del narcotrafficante la storia è proseguita fino all’acquisizione da parte del governo locale, nel 2007. Un’azienda privata ha realizzato un parco e ha affidato gli animali a diversi zoo distribuiti nel mondo. Ma non gli ippopotami.
