Incidenti stradali, a Nuoro e nel Sud Sardegna l’indice di mortalità più alto d’Italia
Secondo una ricerca dell’Istat, nel Nuorese l’anno scorso sono stati registrati 52,8 morti ogni mille incidenti, la media nazionale è di 16,2 deceduti ogni mille scontriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La province di Nuoro e del Sud Sardegna l’anno scorso hanno l’indice di mortalità più alto d’Italia. Secondo una scrupolosa ricerca statistica dell’Istat, nel 2025 nel Nuorese sono stati registrati 52,8 morti ogni mille incidenti, mentre nel Sud Sardegna i morti ogni mille incidenti sono stati 51,7. Un numero impressionante, soprattutto se confrontato con la media nazionale che è di 16,2 morti ogni mille incidenti. I valori più critici in Italia sono stati rilevati in 12 province, dove l’indice di mortalità è risultato più del doppio rispetto al valore medio nazionale. Le situazioni più critiche oltre a Nuoro e Sud Sardegna, Benevento (50,2). Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese sono, invece, le province in cui gli incidenti risultano meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, è inferiore a 10 morti ogni 1.000 incidenti.
In base ai dati Aci-Istat, nel 2025 si registrano 2.868 vittime in incidenti stradali (-5,3% rispetto al 2024) e 237.822 feriti (+1,7%), per un totale di 177.207 incidenti stradali (+2,2%). Rispetto al 2019, le vittime e i feriti sono diminuiti (rispettivamente del -9,6% e -1,5%), mentre gli incidenti stradali mostrano un aumento (+2,9%).
Il numero delle vittime aumenta tra conducenti e passeggeri di biciclette, biciclette elettriche, monopattini elettrici e autocarri, mentre diminuisce per tutte le altre categorie di utenti della strada. Le vittime della mobilità attiva e della micromobilità ammontano complessivamente a 253 (+21,6% rispetto al 2024): 198 tra ciclisti (+20%), 30 tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Per il secondo anno consecutivo cresce il numero di deceduti tra gli occupanti di autocarri, che raggiunge 166 (+13,7%). In diminuzione risultano invece le vittime tra gli occupanti di autovetture (1.125; -10,1%), i motociclisti (802; -3,4%), i ciclomotoristi (56; -8,2%) e i pedoni (419; -10,9%).
Rispetto al 2024, nonostante gli incidenti aumentino sulle strade urbane (+1,8%) e sulle strade extraurbane (+4,7%) e diminuiscano sulle autostrade e i raccordi (-2,4%), è proprio sulle autostrade che il numero delle vittime mostra un lieve aumento (+0,8%), a fronte della riduzione sulle strade urbane ed extraurbane (il calo più consistente si registra sulle strade urbane, pari a -7,1%). Nel confronto con il 2019, gli incidenti risultano in aumento su tutte le tipologie di strada, soprattutto sulle strade extraurbane (+7,6%), mentre il numero complessivo delle vittime è in diminuzione del 9,6%, con la riduzione più marcata proprio sulle autostrade (-16,8%).
Dall’Ista non arrivano solo notizie negative, l’anno scorso per la prima volta dal 2020 il numero delle vittime scende sotto 3mila
Nel 2025 si sono verificati in Italia 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone; le vittime sono state 2.868 e i feriti 237.822 (Prospetto 1). Rispetto all’anno precedente, i morti sulle strade diminuiscono del 5,3%, mentre il numero di incidenti e quello dei feriti registrano un aumento (rispettivamente +2,2% e +1,7%); il tasso di mortalità stradale passa da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti. Rispetto al 2019, anno di benchmark per il decennio 2021-2030 della sicurezza stradale, le vittime della strada, che ammontavano a 53,1 ogni milione di abitanti, diminuiscono del 9,6%.
Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone – calcolato con parametri aggiornati da Istat e Aci nel 2023, – ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2025 (quasi l’1% del Pil nazionale). Se si aggiungono anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro stimati da ANIA), si arriva a circa 22,6 miliardi di euro.
