In Sardegna un giovane su cinque tra i 15 e 29 anni non lavora, non studia e non è inserito in alcun percorso formativo. È la fotografia implacabile elaborata, con i dati dell’Istat, dal report del Centro studi Giannetto Lay della Cisl Sardegna dal titolo “Giovani, competenze e lavoro: la lunga transizione incompiuta della Sardegna”. Transizioni complicate tra scuola e lavoro, mancanza di competenze allineate alle richieste del mercato, sfiducia generale. Nel 2024 i Neet ( Not in education, employment or training, appunto i giovani tra i 15 e i 29 anni) nella nostra Isola sono il 17,8%, un dato superiore sia alla media italiana (15,2%) sia a quella europea, che si attesta attorno all’11%. «Il tema dei giovani fuori dal lavoro e dalla formazione non può più essere affrontato con misure frammentate o emergenziali», spiega Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl.

Il segretario generale della Cisl sarda Pier Luigi Ledda

«La Sardegna dispone di risorse importanti che devono essere trasformate in una vera strategia sul capitale umano. Il Programma regionale Fse+ 2021-2027 mobilita circa 744 milioni di euro, con quote rilevanti dedicate a occupazione, formazione, competenze e giovani. In questo quadro si inserisce il Piano Giovani Sardegna 2025-2029, con una dotazione di 44,2 milioni di euro, di cui 16 milioni già ricompresi nella nuova Priorità Step. Proprio la Priorità Step del Fse+ destina 52,1 milioni di euro alla formazione e riqualificazione nelle tecnologie strategiche, dal digitale e deep tech alle tecnologie pulite, fino alle biotecnologie, in raccordo con il Programma regionale Fesr 2021-2027. Questo, parallelamente, con una dotazione di oltre 1,5 miliardi di euro, deve sostenere innovazione, ricerca, infrastrutture, filiere produttive e nuova domanda di lavoro qualificato, anche attraverso le nuove priorità dedicate agli investimenti produttivi nelle tecnologie critiche, con il primo avviso regionale Step che mette a disposizione 100 milioni di euro per contratti di investimento delle imprese. Il termine del Pnrr rischia invece di interrompere il programma Gol al quale andrebbe assicurata continuità anche attraverso il ricorso al Fse+». Come arginare il problema? «La proposta della Cisl Sarda è chiara: fare delle competenze uno degli assi portanti di un nuovo Patto per lo sviluppo, il lavoro e la formazione, collegando stabilmente scuola, università, Its, formazione professionale, politiche attive e sistema produttivo. Anche l’Einstein Telescope deve diventare parte di questa visione: non soltanto una grande infrastruttura scientifica, ma una leva concreta per creare competenze avanzate, nuove filiere tecnologiche e occupazione qualificata nei territori interni. Il capitale umano è oggi la principale infrastruttura strategica della Sardegna». Quale potrebbe essere la soluzione per ridurre il numero dei neet? »Il sindacato rilancia la necessità di costruire un vero Patto per lo sviluppo, il lavoro e la formazione, capace di mettere in relazione scuola, università, formazione professionale, Istituti tecnologici superiori (Its Academy), politiche attive del lavoro e sviluppo produttivo». Il capitale umano come infrastruttura strategica della Sardegna? «Senza un investimento forte sulle competenze, sul lavoro qualificato e sulle nuove generazioni sarà difficile contrastare crisi demografica, spopolamento e debolezza produttiva». Le soluzioni Come uscire da questo trend negativo e perché un giovane su 5 è talmente scoraggiato da non pensare al suo futuro? «Esistono due mondi che viaggiano parallelamente ma non si incontrano mai», ribatte Ledda. «Da una parte il sistema produttivo che risulta non così interessante da offrire risposte a coloro che cercano occupazione, dall’altra lo stesso sistema produttivo che – conclude il segretario della Cisl - non trova le competenze tra chi è in cerca di lavoro».

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