In Italia solo il 40% delle scuole ha aule di informatica
Tra i dieci comuni più popolosi in Sardegna solamente Cagliari, Sassari e Oristano raggiungono quota 50 per centoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La partita da qui ai prossimi anni si gioca tutta sulle competenze digitali. <Oggi saper usare consapevolmente le tecnologie non significa soltanto migliorare le proprie opportunità nel mercato del lavoro, ma anche essere cittadini più consapevoli, capaci di orientarsi in un sistema complesso, segnato dalla sovrapproduzione di contenuti, dalla diffusione di fake news e dal tracciamento potenzialmente pervasivo delle nostre abitudini e dei nostri orientamenti>, premette la Fondazione Openpolis nel recente studio sul tema.
La scuola
Ovviamente l’attenzione massima è rivolta al mondo della scuola che, oltre a trasmettere conoscenza, deve (non può) garantire parità di accesso a strumenti e infrastrutture digitali, riducendo le disuguaglianze educative.
A proposito di disponibilità di strumenti e strutture scolastiche, a livello nazionale circa il 40% degli edifici è dotato di aule di informatica. <Al contrario, nel 32,7% dei plessi questo spazio non è presente mentre nel 26,7% dei casi l’informazione non è stata dichiarata dall’ente proprietario dell’immobile (comuni, province). Dati che fanno capire quanto lavoro ci sia ancora da fare per garantire a tutte le ragazze e i ragazzi le stesse opportunità>, analizzano gli esperti.
Aule di informatica nelle Regioni
Grazie ai dati messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione nell’anno scolastico 2024/’25 in Italia gli edifici scolastici statali censiti sono 39.351 di cui 15.998 dotati di aule informatiche (42,9% la media italiana). «A livello regionale, il territorio con la quota più alta di edifici con aule di informatica è la Valle d’Aosta che però ha numeri abbastanza contenuti (139 edifici scolastici, di cui 86 con aule informatiche). Seguono Liguria (59,1%), Piemonte (53,6%) e Marche (51,4%). Le regioni con le quote più basse invece sono Abruzzo (27,8%), Calabria (27,2%) e Lazio (25,4%)>, si legge nel report Openpolis. La Sardegna si attesa al 35,7%: su 1.645 edifici scolastici statali quelli con aule di informatica sono 588.
I numeri nei comuni
I comuni che ospitano almeno un plesso sul proprio territorio sono 6.613. Tra questi, ne risultano 1.868 (il 28% circa) senza aule di informatica. <Se si escludono queste zone dall’analisi, possiamo osservare che nella maggior parte degli altri casi la quota di edifici con aule informatiche è compresa tra il 25% e il 50% (2.064 comuni). I comuni in cui la quota risulta compresa tra il 75% e il 100% sono invece 1.156. Tra questi, sono 1.062 i territori in cui tutti gli edifici presenti sono dotati di aule di informatica>, sottolineano da Openpolis. Tra i comuni capoluogo sul podio c’è Pavia (91,4%), Modena (87,7%) e Aosta (82,1%). Si tratta degli unici tre capoluoghi in cui il dato supera l’80%.
I numeri in Sardegna
A Cagliari su 119 edifici scolastici statali attivi nell'anno scolastico 2024/25, 62 sono hanno un’aula informatica (52,10%) mentre a Sassari su 96 scuole statali 52 hanno aula informatica (54,17%). A Oristano 18 sono gli edifici scolastici statali con aule informatiche su 36 (50%); a Nuoro 23 su 54 (42,59%); Olbia 19 su 38 (50%); Carbonia 5 su 29 (17,24%), Iglesias 8 su 25 (32%), Quartu Sant'Elena 10 su 46 ( 21,74%), Alghero 13 su (38,24%), e Selargius 8 su 22 (36,36%).
Competenze digitali
Quanto sono diffuse le competenze digitali tra la popolazione? Gli ultimi dati Eurostat dicono che nel 2025 le persone con questa conoscenza erano il 54,3% della popolazione.
<Un dato che, seppur in crescita rispetto all’anno precedente, è ancora inferiore di circa 6 punti percentuali rispetto alla media europea (60,4%) – si legge nel report Openpolis -Le dinamiche restano simili anche se restringiamo l’analisi all’ambito dei giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni. Persone che possono essere considerate sostanzialmente come “native digitali”. In questo caso la percentuale di soggetti con competenze almeno di base aumenta sensibilmente. A livello Ue parliamo di una quota del 74,7%, in Italia al 69,1%>. Tradotto: il 30% dei giovani italiani non ha competenze digitali adeguate.
Capitolo a parte merita l’utilizzo consapevole delle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. <Al momento non sembrano esistere ancora metodologie condivise tra i Paesi europei mentre dall’analisi delle risposte risulta che l’integrazione dell’Ai nei contesti scolastici è ancora in una fase iniziale di sperimentazione e definizione di cornici normative>. Secondo le ultime linee guida del ministero dell’Istruzione, <l’Ai può supportare i dirigenti scolastici nella pianificazione e nell’analisi dati senza sostituire le decisioni umane; i docenti nella personalizzazione dell’insegnamento, nella progettazione e nella valutazione; il personale amministrativo nell’automazione delle procedure. Per gli studenti, l’Ai offre percorsi più inclusivi, ma richiede lo sviluppo di competenze critiche>.
