Se c’è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi anni, è che le nostre tasche sono decisamente più leggere. Prima sono spariti i biglietti del cinema, poi le carte d’imbarco, seguiti a ruota dalle carte di credito fisiche. Più di recente, grazie all’IT-Wallet dell’app IO – che conta già oltre 10 milioni di attivazioni e 17 milioni di documenti caricati – in Italia abbiamo iniziato a digitalizzare patente e tessera sanitaria. Ora, però, l’ecosistema si arricchisce del documento di viaggio per eccellenza: il passaporto.
Al summit Money 20/20 Europe – la kermesse internazionale dell’innovazione finanziaria –, Mountain View ha annunciato che l’ID Pass di Google Wallet sarà disponibile in alcuni Stati dell’Unione Europea entro la fine dell’estate 2026. L’Italia è inclusa ufficialmente nella prima ondata di rilascio.

Come funziona l’attivazione

La procedura è immediata e richiede tre semplici passaggi: si fotografa la pagina principale del passaporto cartaceo, si accosta il telefono per leggere il chip Nfc integrato nel documento e si completa la verifica con un video-selfie per il riconoscimento facciale. Fine. In pochissimi istanti, la versione digitale del documento di viaggio è pronta all’uso. Una volta convalidata l’identità, il documento digitale viene cifrato e conservato esclusivamente in locale sul dispositivo. Google ha scelto di non caricare i dati sul cloud: nessuna copia transiterà o rimarrà sui server di Mountain View, garantendo così la massima riservatezza.

Nota per i viaggiatori: L’ID Pass non sostituisce il passaporto fisico, che resta obbligatorio per legge nei controlli di frontiera e in aeroporto. Si tratta di uno strumento complementare dedicato esclusivamente alla gestione dell’identità online.

La rivoluzione delle credenziali selettive

La vera utilità dell’ID Pass risiede nel concetto di “credenziali selettive”. Nelle interazioni digitali, come l’iscrizione a una piattaforma o la verifica dell’età, oggi siamo costretti a condividere l’intero documento, mostrando dati sensibili non necessari (nome completo, indirizzo, luogo di nascita).
Con il sistema di Google, non è più così. L’utente può dimostrare un singolo requisito (ad esempio, la maggiore età) senza rivelare le altre informazioni personali. Il sistema condividerà solo un “si” o un “no” digitale, proteggendo la privacy.
Non a caso, il primo istituto europeo a testare l’efficacia di questa tecnologia nel settore bancario è la Cassa di Risparmio Sparkasse Bank, pioniera nell’introdurre queste verifiche ultrasicure senza scambio di dettagli personali.

Il quadro regolatorio e il mercato italiano

Fino a oggi, i documenti digitali italiani nati con l’IT-Wallet si sono scontrati con un limite strutturale: utilizzabili prevalentemente per le verifiche in presenza e non per le operazioni online. È esattamente in questo spazio vuoto che si inserisce l’ID Pass di Google, offrendo uno strumento nato originariamente per il web. Non manco però i piccoli “effetti collaterali”. Poiché la base documentale di Google è strettamente il passaporto (e non la carta d’identità), gli utenti sprovvisti della controparte cartacea dovranno comunque richiederla fisicamente prima di poter attivare il servizio.

Nel frattempo, lo sfondo europeo si muove: entro novembre 2026 dovrebbe debuttare l'EUDI Wallet, il portafoglio digitale standardizzato della Commissione Europea. Google ha già fatto sapere di essere aperta al dialogo con le istituzioni comunitarie, ma tutto dipenderà dalle decisioni regolatorie di Bruxelles. 

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