Come strappati dal terreno. Gettati a terra, le radici esposte. Il bosco Seleni a Lanusei ha perso centinaia di lecci. La tempesta di vento di giovedì scorso ha fatto strage di piante vecchie e giovani, sradicate, piegate, collassate su se stesse. Raffiche di maestrale fino a 160 chilometri orari in poche ore hanno decimato il patrimonio verde. Decine di grandi alberi abbattuti anche a Arzana e Villagrande.

Querce abbattute al Seleni

Dopo la mattanza è partita la corsa ad accaparrarsi il legname. Prevedibile al punto che la Forestale, d’intesa con il Comune, ha chiuso le strade di accesso al bosco. Gli alberi diverranno legnatico da distribuire alla popolazione. «Lo scorso anno abbiamo potuto esaudire 50 domande –spiega il sindaco Davide Burchi – l’anno prossimo saranno di certo 200. Dovremmo gestore quest’emergenza attraverso i tagli, con le imprese incaricate e i cantieri Lavoras». Il bosco deve “ripartire”. Per accompagnarlo occorre procedere d’intesa con Forestas e Forestale.

Il rimedio

Michele Puxeddu, accademico forestale, indica la strada: «Intervenire quanto prima sulle piante atterrate dal vento siano esse conifere (pini cipressi e cedri) o latifoglie (leccio sughera e olivastro) che dovranno essere tagliate e sgomberate. Quindi dovrà essere eliminata la ramaglia per non favorire il proliferare di insetti. Sarà quindi necessario proteggere dal pascolo per evitare che gli animali degradino la rinnovazione naturale degli alberi». L’arma più potente è la prevenzione: «I boschi più resistenti al vento sono densi e pluristratificati con un ricco sottobosco anch'esso in grado di frenare l'azione del vento».

Il grande olmo

Era un punto di riferimento geografico e sentimentale. Il vento ha abbattuto il grande olmo di San Vincenzo. Dava ombra e conforto e uomini e greggi durante la transumanza, era parte della collettività durante la festa. «Era storia viva», spiega il sindaco Angelo Stochino. Tra le vittime del vento anche il grande albero di piazza San Rocco, all’ombra del quale, per dirla con Raffaele Sestu, veniva convocata l’assemblea degli anziani, il Senato arzanese.

Olmo abbattuto ad Arzana

«Il 2026 verrà ricordato ad Arzana come l’anno in cui abbiamo perso alberi storici che hanno accompagnato la crescita di intere generazioni. – spiega il sindaco Angelo Stochino – Non si tratta solo di alberi caduti: si tratta di simboli, di luoghi della memoria, di presenze silenziose che hanno fatto parte della vita quotidiana della nostra comunità. Il vento ha colpito anche i parchi recentemente riqualificati, distruggendo alberature che avevamo rimesso a nuovo con impegno e visione per restituire spazi verdi alla comunità. Vedere le piante abbattute fa male, perché non sono solo elementi del paesaggio: sono ricordi, fotografie di infanzia, racconti tramandati.Ci impegneremo a ripiantare, a ricostruire, a restituire verde al nostro paese».

Santa Barbara

A Villagrande la tempesta ha infierito sul bosco di Santa Barbara, sacro a residenti e forestieri di ogni latitudine. Danni ingenti anche in altre porzioni del vasto territorio del paese. Centinaia i lecci abbattuti, parte integrante del grandioso patrimonio arboreo. Il sindaco Alessio Seoni guarda avanti. «Sarà nostra cura proteggere e cercare per quanto possibile di ripristinare in collaborazione con gli enti preposti. Di certo non abbatteremo nuovi alberi per la prossima campagna del legnatico».

Simone Loi

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