I piccoli migranti dimenticati sulle rotte dei Balcani
Save the Children: «Sono vittime di abusi e sfruttamento. Il mondo si occupi di loro»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
C’è una migrazione sottovalutata, per non dire nascosta, sulla rotta dei Balcani. In fuga da guerre e miseria, tanti bambini, che rischiano di diventare oggetto di abusi e sfruttamento. L’allarme è lanciato da Save the Children, che da oltre 100 anni lotta per salvare i piccoli a rischio e garantire loro un futuro, in vista dell'entrata in vigore a giugno delle nuove norme dell’Unione europea in materia di migrazione. I minori di cui si parla – secondo un rapporto redatto dell’organizzazione umanitaria – sarebbero migliaia. E la comunità internazionale non si occuperebbe di loro. A raccontarlo non sono narratori fantasiosi ma gli stessi minori che intraprendono viaggi della speranza disseminati di insidie e terrore. «I ragazzi che percorrono la rotta balcanica – si legge nel rapporto di Save the Children – hanno raccontato agli operatori dell’Organizzazione di aver subito gravi abusi e forme sistematiche di sfruttamento durante il viaggio verso un futuro migliore. Tra le violenze riportate figurano estorsioni, aggressioni e maltrattamenti da parte di trafficanti e gruppi criminali, oltre a episodi di sfruttamento sessuale e lavoro informale forzato. A questo si aggiungono respingimenti illegali alle frontiere dell’Unione europea, dove bambini e adolescenti vengono accolti con violenza, anziché con protezione, accesso ai servizi essenziali e adeguato sostegno».
Secondo l’analisi pubblicata di recente Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, sostiene che siano circa 12.500 gli attraversamenti irregolari lungo la rotta dei Balcani occidentali nel 2025 e stima un calo del 42% rispetto all'anno precedente, dovuto, sempre secondo Frontex al rafforzamento dei controlli alle frontiere e alle misure anti-traffico. «Tuttavia, le analisi dei dati regionali e locali sulla migrazione realizzate da Save the Children[2] – sostiene l’organizzazione – evidenziano che un numero significativo di migranti e rifugiati continua ad arrivare in Europa attraverso i Balcani, ma ricorrendo a rotte più pericolose e reti di trafficanti, con un numero crescente di bambini e adolescenti che non compaiono nei dati e quindi meno risorse vengono investite nella loro protezione». Inoltre i finanziamenti per i servizi di protezione dell'infanzia, come i centri di accoglienza e per i richiedenti asilo, l'assistenza legale e la tutela legale sarebbero diminuiti. Sostanzialmente – sostiene Save the Children – mentre l’allarme cresce le contromisure si affievoliscono. E in maniera inversamente proporzionale si indebolisce la sensibilità della comunità internazionale nei confronti del fenomeno.
Le cifre contenute nel rapporto aiutano a capire. Nella sola Bosnia-Erzegovina le autorità hanno registrato quasi 14.000 nuovi arrivi lo scorso anno, oltre 24.000 sono gli ingressi irregolari dalla Croazia, che ha registrato quasi 15.000 richiedenti asilo per la prima volta, mentre la Germania, principale Paese di destinazione dei migranti, ne ha registrati oltre 113.000. Più della metà di questi provengono da paesi dove i diritti umani vengono spesso calpestati. Si parla soprattutto di Afghanistan.
L’argomento è di stretta attualità, visto che il 12 giugno prossimo entrerà in vigore il nuovo Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, che ridefinirà le modalità di gestione delle frontiere esterne da parte degli Stati membri. Lo strumento, che si rinnova a cadenza biennale, è fondamentale per la regolamentazione dei flussi ma Save The Children auspica che esso contenga misure che pongano al centro la tutela dei minori, non gli obiettivi di gestione delle frontiere. Ciò – avverte l’organizzazione - richiede la mappatura delle lacune in materia di protezione, l'utilizzo di dati e ricerche specifici sui minori e l'assunzione di responsabilità condivisa tra i Paesi di transito e di destinazione.
Oggi, purtroppo accade esattamente l’opposto. I centri di accoglienza si riducono e altri servizi essenziali per i minori migranti, come l'assistenza legale, la tutela e il supporto psicosociale, sono stati tagliati. Nell’indifferenza dell’Occidente e della politica internazionale.
Federica Toscano è la senior Advisor di Save the Children per i minori migranti in Europa ed è nota per la sua spiccata sensibilità per i diritti umanitari. Dal suo ufficio di Bruxelles fornisce un’analisi accurata e impietosa ad un tempo della situazione in atto alle frontiere balcaniche. «I dati – sostiene – indicano che lungo la rotta balcanica permangono ingenti e consistenti bisogni di protezione, mentre paradossalmente i minori stanno scomparendo dai dati concernenti la migrazione. Quando i bambini e gli adolescenti sono invisibili, non possono essere protetti. Se i minori migranti sono sottostimati nei dati ufficiali, i servizi progettati per proteggerli scompaiono gradualmente. Così, mentre i servizi che dovrebbero supportarli vengono ridimensionati, i rischi ai quali i minori sono esposti aumentano esponenzialmente. Un controllo più rigoroso delle frontiere, a scapito delle misure di protezione, sta esponendo i minori a maggiori pericoli, costringendoli ad affrontare viaggi più rischiosi, poiché la protezione di cui hanno bisogno viene meno. L'UE deve adottare leggi e politiche basate su una comprensione completa e accurata delle realtà migratorie, altrimenti continuerà a lasciare i bambini vulnerabili invisibili e indifesi lungo le rotte migratorie».
