Perché in Italia i festival letterari sono diventati così tanti? Sono davvero troppi? Per quale motivo si rinnova ogni anno l'appuntamento con i lettori? Quali opportunità e quali problemi? Quali scenari? Per dare una risposta a questa domanda il Festival SetteSere SettePiazze SetteLibri di Perdasdefogu ha chiamato a raccolta direttori artistici dei festival di mezza Italia.

Qui Urbino

Lella Mazzoli, del festival del giornalismo culturale di Urbino, ha subito chiarito il concetto base: «Quanta lagna su questi festival sembra che rubiamo l’aria al mondo. È fuor di dubbio che sono fonti economiche per accoglienza e che la loro organizzazione crea in generale un indotto nei centri che lo ospitano ma dobbiamo guardare oltre». L’obiettivo è creare lettori consapevoli, risvegliare coscienze. Chi legge apre gli occhi, non subisce la realtà.

«Quel che più conta – ha proseguito Mazzoli - è la creazione di cultura con la A maiuscola. Se torno a casa con una parola nuova o memorizzando un autore nuovo o una opera nuova ho già raggiunto un obiettivo seppur minimo».

Mazzoli ha evidenziato tra gli altri fattori di rilievo la relazione che si crea fra autori e fra il pubblico, la promozione delle città che accolgono i festival, non sempre note o geograficamente importanti. Lo sguardo vola al futuro. «Tra le cose da mettere in agenda l’impegno sugli eventi formativi. Infatti le ricerche mettono in evidenza come nelle piccole città dove ci sono manifestazioni librarie e culturali i ragazzi leggono di più».

L’Isola delle Storie

Prezioso il contributo dal centro dell’Isola, cuore della Barbagia che fa cultura. «L’appuntamento ha rappresentato una preziosa occasione di confronto con rilevanti iniziative culturali che si svolgono in Sardegna e nel resto d'Italia – dice Marcella Mulas dell’Isola delle Storie di Gavoi- Potersi arricchire attraverso il racconto di altre esperienze, condividendo traguardi e criticità comuni e non, ha costituito un momento di profonda crescita. L’incontro ha confermato che i progetti culturali promossi nei piccoli centri offrono un’esperienza di promozione della lettura, di scambio culturale e di dibattito che non ha nulla da invidiare alle manifestazioni delle grandi città, storicamente più attrezzate a gestire ampi flussi di pubblico. Anche i territori più circoscritti si dimostrano così veri e propri motori di crescita sociale e culturale».


Tra i relatori Francesca Casula di Entula/Libero: «Grazie a Perdasdefogu per aver creato questa opportunità di confronto fra realtà molto diverse che affrontano, tuttavia, problemi simili. Pur nelle grandi differenze di contesto, natura delle organizzazioni e budget, sono emerse criticità strutturali che rendono il lavoro di promozione della lettura sempre più eroico, ma anche sempre più necessario: l'irraggiungibilità percepita delle fasce più giovani della popolazione, la scarsa considerazione della politica e delle istituzioni per l'importanza del nostro lavoro, le enormi sfide che i cambiamenti strutturali nel rapporto con il libro pongono nell'epoca della pervasività tecnologica. Giornate come questa, anziché scoraggiarci, ci confermano che, se i compagni di viaggio sono questi, allora anche la direzione è quella giusta».

Il direttore artistico di Sette Sere, Giacomo Mameli, ha detto: «I festival sono un momento di aggregazione e di condivisione della lettura, di cui abbiamo molto bisogno in Italia e in Sardegna. O promuoviamo la lettura o rimaniamo nazioni mute. La lettura stimola. Come facciamo ad animare i nostri paesi vittime di denatalità, spopolamento e invecchiamento. Come facciamo ad animarli? I festival sono necessari come la caserma dei carabinieri e la chiesa. Sono cose che non fanno mai male. Sono importanti perché aprono le coscienze. L’Italia ha bisogno di più lettori.

Riteniamo fondamentale, necessario, urgente, promuovere in tutti i modi possibili la diffusione della lettura in Italia, a partire dalle scuole».

Al convegno sono intervenuti tra gli altri Annalena Benini, direttrice del Salone del Libro di Torino e i direttori artistici dei festival “Pordenone Legge” (GianMario Villalta), “Campania libri festival” (Massimo Adinolfi), Festival SalernoLetteratura (Daria Limatola).

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