Dall’Est alla Sardegna, a Lanusei l’8 Marzo di “Donne in Avanti”
Nel docufilm di Galici quattro storie di integrazionePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Donne in Avanti, sulla strada dell’integrazione e dell’emancipazione. Donne in arrivo dall’Est europeo che in Italia hanno trovato accoglienza e sono state in grado di concepire e interpretare progetti di alto valore sociale. Protagoniste di un docufilm, “Donne in Avanti”, appunto che l’associazione Cittadini del Mondo, ha voluto proporre al tetaro Tonio Dei di Lanusei proprio in occasione della Giornata internazionale della donna. Il lavoro cinematografico, diretto da Karim Galici, una produzione originale di Cittadini del Mondo – Cinema per il Sociale, realizzata con la collaborazione di Rai Teche e Rai Sardegna, ha grande valenza culturale e civile «e si propone – dice Salvatore Carboni, presidente di Cittadini del mondo – come un momento di forte valore culturale e civile, capace di unire cinema, riflessione sociale e partecipazione del territorio».
Concreto il valore dell’opera, «che – continua Carboni – racconta la forza delle donne, la loro capacità di resistere, ricostruire, andare oltre gli ostacoli e trasformare le difficoltà in percorsi di crescita, consapevolezza e dignità. Il documentario invita a guardare all’universo femminile non con lo sguardo rituale della ricorrenza, ma con attenzione autentica, profonda e duratura. Allo stesso tempo, il film restituisce anche l’esperienza maturata da Cittadini del Mondo nel campo sociale, valorizzando un percorso associativo costruito negli anni attraverso attività di accoglienza, inclusione e dialogo interculturale». Al di là del valore simbolico costituito dall’Otto Marzo, il docufilm diventa occasione «concreta di ascolto, riconoscimento e valorizzazione delle esperienze delle donne nella società. In questa prospettiva, Donne in Avanti si presenta come un contributo intenso e necessario, capace di dare voce a storie che parlano al presente e interrogano il futuro».
Le protagonista della storia sono Gulzhan Kakeeva, kirghisa, Olesya Gamotina, russa, Viktoryia Pistis Shablova (straordinaria atleta paralimpica), bielorussa, e Zhanna Sotnyc, ucraina. Sono arrivate in Sardegna con la forza delle loro idee, la determinazione necessaria per affrontare nuove sfide, imporsi.
Il docufilm contempla la partecipazione di Inna Naletko, Alessandro Capolino, Leonardo Capolino, Aksana Pitzalis Vasilevskaya, Carlo Altea, Lucia Mereu, Marco Frau, Maksim Novikau, Gianluca Putzu. Le riprese, il montaggio e il suono sono di Alessandro Pulloni, le musiche di Mauro Mulas.
Tutt’altro che casuale il fatto che a presiedere la serata sia stata scelta Natallia Matusevich, rappresentante in Ogliastra di Cittadini del Mondo ODV. Bielorussa, laureata in leggi, era arrivata in Italia quando era una bambina in fuga da Chernobyl. E in Italia è voluta tornare, da adulta, col marito e i due figli, per vivere in Ogliastra, a Loceri, la cui comunità la ha accolta come cittadina e compaesana, apprezzandone l’impegno sociale e la grande forza propositiva.
Voluto anche l’intervento di Kateryna Tromka, ballerina ucraina, anch’ella ogliastrina di adozione, dell’associazione “In Teatro” ETS. Insegna danza alle ragazze, è ormai cittadina di Lanusei.
Anche loro, sebbene non recitino nel docufilm, sono state protagoniste di una bella storia di integrazione. Come quella raccontata da Donne in Avanti. «L’iniziativa rientra nella “Rete di Interconnessioni Sociali”, promossa da Cittadini del Mondo ODV con il contributo della Fondazione di Sardegna, che ha reso possibile anche la produzione del film. La tappa di Lanusei si svolge grazie all’ospitalità e al supporto organizzativo dell’Associazione In Teatro ETS, presieduta da Alessandro Mulas, una delle realtà culturali più attive del territorio ogliastrino, con la quale Cittadini del Mondo ha avviato una collaborazione pluriennale. L’evento si realizza con il patrocinio del Comune di Lanusei e in collaborazione con l’associazione Centro Studi Danza Maria Franca Pani.
«Un documentario sulla forza delle donne, per un 8 marzo che duri tutto l’anno»: è questo il messaggio con cui gli organizzatori hanno inteso accompagnare la serata, aperta alla cittadinanza, «in un contesto in cui il cinema diventa strumento di sensibilizzazione, memoria e dialogo comunitario».
