Dal trionfo in Premier League alla C inglese: la caduta del Leicester
L’incredibile tracollo delle “Foxes”, retrocesse in League One dieci anni dopo la sorprendente vittoria del campionato con RanieriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dalla sorprendente vittoria della Premier League alla terza serie inglese. Appena dieci anni dopo il Leicester, che nel 2016 conquistò il titolo in una delle più belle recenti favole del calcio mondiale, è retrocesso in League One. Era la squadra allenata da Claudio Ranieri, che si tolse di dosso l’etichetta di eterno secondo, riuscendo a compiere un’impresa difficilmente replicabile. Anche perché negli anni successivi il Leicester City è tornato alla normalità, nonostante in mezzo ci siano stati due quinti posti e i trionfi in Fa Cup e Community Shield del 2021. Il tracollo è iniziato nella stagione successiva, dopo la partecipazione all’Europa League, la semifinale di Conference e un ottavo posto in campionato nel 2021/22. Nel 2022/23 arriva infatti la retrocessione a sorpresa in Championship, la serie B inglese. Tuttavia, trascinato dai gol di Vardy e sotto la guida di un altro tecnico italiano, Enzo Maresca, il club torna subito in Premier, vincendo il campionato con due giornate d’anticipo. La permanenza nel massimo campionato inglese però è breve, con un’altra retrocessione.
«Quando sono arrivato nel 2015 la chiamavano squadra yo-yo, una squadra che saliva e scendeva». Lo aveva spiegato perfettamente Claudio Ranieri, proprio dopo la retrocessione delle “Foxes” del 2023, mentre lui riportava trionfalmente il Cagliari in Serie A con il gol di Pavoletti a Bari al 94’. La definizione dell’allenatore romano era più che azzeccata, ma forse nemmeno lui avrebbe immaginato il tracollo fino alla League One. La squadra yo-yo, questa volta, anziché risalire è scesa ancora.
La notizia ha inevitabilmente colpito e sorpreso il mondo del pallone. Perché quella favola del 2016 targata Ranieri era rimasta nel cuore di tutti. Una squadra partita per salvarsi e che alla fine è riuscita a vincere il campionato. E non uno qualsiasi, ma quello che viene definito quasi all’unanimità il migliore al mondo. Sicuramente il più competitivo - e lo dimostra il duello tra Arsenal e Manchester City per la vittoria di quest’anno – e ancor più sicuro è anche il più ricco. Ecco perché, nonostante anche le piccole squadre guadagnino tantissimi milioni di sterline dai diritti, è difficile se non impossibile immaginare un percorso del genere.
E, invece, nel 2016 complici i cali di Manchester City, Arsenal e Manchester United, le “Foxes” riuscirono a prendere il largo e restare in vetta fino alla fine. Solo il Tottenham provò a reggere il passo, ma alla fine non bastò ad evitare il trionfo della squadra di Ranieri, quotata dai bookmaker a inizio stagione 5000 a 1. Di quella formazione facevano parte giocatori come Mahrez e Kanté, capaci negli anni successivi di ripetersi anche in Champions League con le maglie di Manchester City e Chelsea prima di andare in Arabia. L’uomo simbolo della squadra di Ranieri era ovviamente Jamie Vardy, che rifiutò un trasferimento all’Arsenal che sembrava fatto. È rimasto anche dopo la prima retrocessione, contribuendo all’immediata risalita del 2024, senza riuscire però ad evitarne una seconda l’anno dopo. E il suo addio nella scorsa estate, per trasferirsi in Italia alla Cremonese con cui sta lottando per un’altra salvezza, ha inevitabilmente segnato un’era e lasciato un vuoto enorme nello spogliatoio.
Nel frattempo, il suo Leicester è calato a picco. Tra i motivi c'è anche la prematura scomparsa, nel 2018, del presidente Vichai Srivaddhanaprabha. L'imprenditore thailandese perse la vita a causa della caduta dell'elicottero decollato proprio dallo stadio del Leicester dopo la sfida contro il West Ham. Il figlio Aiyawatt ereditò, tra le altre cose, anche la proprietà del club. Le scelte però non si sono rivelate fortunate come quelle del padre, complice anche la pandemia del Covid che ha colpito l'azienda di famiglia e il principale sponsor della società, la King Power. Tra esoneri di allenatori e direttori sportivi, cambi di giocatori e sessioni di mercato fallimentari, la caduta del Leicester si spiega così ma riassume perfettamente quello che è il calcio e come si possa passare dalle stelle alle stalle in poco tempo.
