Dai banchi del liceo classico De Castro di Oristano all’Università di Princeton, negli Stati Uniti per un progetto di ricerca biennale. Un passaggio che corona il percorso di studi e di vita di un ragazzo che, fin da bambino, ha avuto una spiccata propensione per i libri e il sapere in generale. «Mi è sempre piaciuto studiare» spiega Paolo Sabattini, 30 anni oristanese da qualche settimana trapiantato negli Usa per la nuova esperienza.

«Fin dalle scuole medie mi piaceva tantissimo la grammatica – racconta – poi al liceo classico ho scoperto il greco e il latino. E ho avuto anche la fortuna di incontrare insegnanti come la professoressa Rita Sanna che ha assecondato la mia passione, mi ha spiegato la logica dandomi un metodo di studio preciso con cenni anche alla storia della lingua». Una passione per le lingue classiche che al primo “appuntamento” con l’Università ha rischiato di rallentare. «Feci il test di selezione in Medicina, lo passai ma non mi sono mai immatricolato – spiega Paolo Sabattini – Decisi di seguire il mio grande amore e mi iscrissi alla facoltà di Lettere classiche a Bologna». Da qui il percorso continua con la laurea in Lettere classiche e una magistrale in Filologia, Letteratura e Tradizione classica. E ancora periodi di studio, ricerca e formazione in diverse istituzioni internazionali, tra cui l’University college London, l’Università complutense di Madrid e la Scuola americana di studi classici di Atene. Poi il dottorato di ricerca in studi Indoeuropei all’Università della California, Los Angeles. Un percorso completato lo scorso luglio.

Paolo Sabattini con le sue insegnanti del liceo classico De Castro (foto concessa)

«Sono stato molto fortunato a trovare insegnanti straordinarie che hanno saputo trasmettere e incoraggiare la mia passione – aggiunge – e ad avere la mia famiglia che mi ha sempre supportato. Inoltre ho avuto la fortuna di incontrare le persone giuste nel sistema accademico». Un mondo affatto semplice «dove si è sempre sotto esame, è una sfida continua – sottolinea – soprattutto nel campo umanistico i posti sono pochi e spesso è necessario resistere ma non tutti hanno la possibilità di aspettare. Io ho avuto occasioni che non sono necessariamente disponibili a tutti».

Studi classici che Paolo Sabattini consiglia per svariate ragioni a iniziare da quella particolare apertura mentale che solo quel tipo di studi riesce a dare. «Non c’è nulla di anacronistico o inutile nel seguire una passione intellettuale, anche quando quella passione riguarda discipline che oggi possono sembrare lontane dagli sbocchi professionali più evidenti» ribadisce.

Adesso è iniziata l’avventura nel New Jersey «un’esperienza stimolante».

L’incarico

A partire dall’anno accademico 2026/27 è ricercatore post-dottorale all’Università di Princeton, grazie a una borsa di studio della Fondazione della biblioteca classica Loeb: si occuperà di un progetto di ricerca biennale intitolato “Scribi e poeti nel greco antico: dalla Lineare B alla tradizione epica”. «Il progetto studia come la lingua greca venisse parlata, scritta e trasformata in linguaggio poetico nelle fasi più antiche della sua storia – spiega Paolo Sabattini - Il punto di partenza è il greco miceneo, la forma più antica di greco che conosciamo direttamente attraverso documenti scritti. Era utilizzato nel II millennio a.C. e veniva registrato attraverso il sistema di scrittura noto come Lineare B, impiegato soprattutto per documenti amministrativi nell’ambito dei palazzi della Grecia dell’età del bronzo».

Il progetto segue tutta l’evoluzione della lingua greca dal mondo miceneo fino alla tradizione poetica del I millennio a.C., con particolare attenzione alla poesia epica e alla lingua di Omero. «Il greco dei poemi epici è il risultato di una tradizione poetica molto lunga, nella quale si sono conservati elementi linguistici di epoche differenti – spiega – Le tavolette micenee ci mostrano una lingua utilizzata in contesti amministrativi, mentre la tradizione epica ci mostra una lingua modellata per la composizione poetica. Tra questi due mondi si sviluppa una lunga storia linguistica che è possibile ricostruire mettendo insieme le testimonianze scritte».​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

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