Competenze degli studenti, in Sardegna dati allarmanti
Le ultime analisi sul rapporto Invalsi preoccupano: il punteggio medio degli studenti dell’Isola nelle prove di italiano, matematica e inglese sono i più bassi dal 2019Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Tra pochi giorni le scuole superiori italiane accoglieranno 507.627 giovani che dovranno sostenere le prove dell’esame di maturità. Un passo importante per il loro futuro scolastico ma anche utile per capire se il “sistema scuola” è ancora in grado di trasferire ai ragazzi le competenze di base. Che oggi, ma ancor di più nei prossimi anni, dovranno comprendere anche nuovi strumenti, come l’intelligenza artificiale che sta già trasformando il mondo del lavoro, l’accesso alle informazioni e le modalità di apprendimento. <Per questo, oltre alle competenze di base, diventa sempre più importante sviluppare la capacità di comprendere e padroneggiare questi strumenti in modo consapevole, conoscendone potenzialità, limiti e rischi. Una sfida che riguarda non solo la preparazione professionale futura, ma anche la formazione di cittadini in grado di orientarsi criticamente in una società sempre più digitale>, si legge in un report preparato dalla Fondazione Openpolis proprio su questo tema.
Abbandoni e competenze
Prima di entrare nel merito di questi temi, si deve partire da un dato: il numero di ragazzi che per motivi diversi alla maturità non è arrivata. La quota di giovani che lasciano la scuola dopo le medie non è mai stata così bassa. <Gli ultimi dati rilasciati ad aprile nell’ambito delle statistiche sul benessere equo e sostenibile hanno mostrato che nel 2025 le uscite precoci in Italia sono scese all’8,2%. Un valore in continua discesa nell’ultimo decennio e che consente al nostro paese di raggiungere l’obiettivo europeo del 9% in anticipo sul 2030>, si legge nel report.
Per valutare poi la condizione educativa di ragazze e ragazzi si prende spunto dalle rilevazioni di Invalsi, <e in particolare per quanto riguarda le competenze alfabetiche, non si è ancora tornati ai livelli pre-Covid. Anzi, il risultato del 2025 ha fatto registrare una preoccupante inversione di tendenza rispetto all’anno precedente in cui si era invece assistito a un parziale recupero. Se da un lato quindi è in netto miglioramento la quota di chi ha lasciato la scuola prima del tempo, non stanno diminuendo gli studenti che – pur completando gli studi – arrivano in quinta superiore con competenze inadeguate>.
Invalsi, passo indietro
Facendo un’analisi sul rapporto di Invalsi pubblicato lo scorso marzo, dalle rilevazioni emerge una situazione abbastanza preoccupante. <Il punteggio medio fatto registrare nelle prove di italiano infatti è sceso a 184,7, toccando il punto più basso dal 2019. In quell’anno, l’ultimo prima della pandemia, il punteggio medio nazionale in italiano era pari a 200. Con l’avvento dei lockdown e della didattica a distanza, questo valore è crollato a 186,3 nel 2021. Dopo una lieve ripresa registrata nel 2024 (185,9), l’anno 2025 ha segnato un nuovo peggioramento>, sottolineano gli esperti di Openpolis.
Sulla base dei punteggi, Invalsi ha suddiviso gli studenti in 5 diversi livelli di competenza alfabetica. <I livelli 1 e 2 indicano risultati non in linea con i traguardi previsti. Il livello 3 rappresenta la soglia di adeguatezza. I livelli 4 e 5 indicano invece competenze elevate. Nel 2025, quasi la metà degli studenti è rimasta confinata nei primi due livelli>. Solo il 51,7% la quota dei maturandi ha competenze alfabetiche soddisfacenti nel 2025.
Invalsi, dati regionali
A leggere invece i dati del rapporto Invalsi del 2025 i dati della Sardegna non sono soddisfacenti. <Nella prova di italiano è possibile dividere il Paese in tre gruppi di risultato: nel Gruppo 1 in cui il risultato medio si colloca, almeno in linea generale, al livello 3, ossia nella fascia di adeguatezza, ci sono Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria e Marche. Gruppo 2 in cui il risultato medio si posiziona sulla soglia che separa il livello 3 dal livello 2, sul limite dell’adeguatezza: Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Infine il Gruppo 3 in cui il risultato medio non è in linea con i traguardi delle Indicazioni nazionali previsti al termine del secondo ciclo d’istruzione: Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna>.
Non solo, in merito a chi si attesta al livello più alto: <Nei licei classici, scientifici e linguistici la Valle d’Aosta (24%), il Veneto (19,5%) e la provincia autonoma di Trento (19,1%) ne accolgono una quota molto alta mentre in Sardegna (7,7%), in Sicilia (7,1%) e in Calabria (6,9%) la presenza è molto bassa. Per tutti gli altri indirizzi di percorsi liceali se ne contano in percentuale maggiore in Veneto (6,1%), Lombardia (5,9%) e Friuli-Venezia Giulia (5,7%) mentre in percentuale inferiore in Calabria e Sicilia e in Sardegna (1,1%). Infine negli istituti tecnici studenti e studentesse top performer sono numericamente esigui ma rappresentati in percentuale più ampia in Friuli-Venezia Giulia (3%), Veneto ed Emilia-Romagna (2,7% per entrambe) e in quota più ridotta in Sardegna (0,9%), in Valle d’Aosta e Abruzzo (0,8% per entrambe); negli istituti professionali, mediamente, non ci sono regioni in cui almeno uno studente su cento riesce a raggiungere il livello 5 e in alcuni casi (provincia autonoma di Bolzano, Abruzzo e Sardegna) la loro quota è nulla>, si sottolinea nel report Invalsi.
Un andamento simile a quello di italiano per la Sardegna si registra anche nella matematica e nella prova di lingua inglese.
I comuni capoluogo
Per valutare il livello di competenza alfabetica nei territori è possibile fare riferimento alle elaborazioni di Istat, disponibili solo per i comuni capoluogo di provincia e per i ragazzi e le ragazze delle classi terze della scuola secondaria di primo grado. Nel 2024, ultimo anno della rilevazione, in 40 comuni il punteggio medio fatto registrare dagli studenti è stato pari o superiore a 200.
Un altro indicatore certamente interessante da analizzare riguarda la variazione dei punteggi medi nel tempo. Facendo un confronto tra il 2019, ultimo anno prima della pandemia, possiamo osservare come in 103 capoluoghi su 112 il livello dei punteggi si sia contratto.
Le diminuzioni più consistenti sono state a Nuoro (-13,9), Sassari (-8,7), Oristano (-7,6) e Cagliari (7,8) Sul versante opposto, l’incremento più significativo lo ha fatto registrare Carbonia, passata da un punteggio medio di 187,4,3 nel 2019 a 190,5 nel 2024 (+3,1).
