Bryan Johnson, il miliardario americano che insegue la vita eterna
Il tema dell’immortalità affrontato anche in un colloquio diventato pubblico tra Vladimir Putin e Xi Jinping. In tutto il mondo si moltiplicano gli studi e gli esperimentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Fine vita: mai. L’argomento ha saltato il recinto dei romanzi di fantascienza per diventare tema di conversazione tra leader del mondo, sogno accarezzato da ricconi a ogni latitudine e oggetto di inchieste giornalistiche. Emblematica la copertina del numero di Wired appena arrivato in edicola: “Progetto vita eterna. Dai cervelli clonati ai corpi congelati, fino ai farmaci contro l’invecchiamento: il patto tra umani e macchine per un futuro senza la morte”. In questo solco si inserisce l’idea coltivata dal miliardario americano Bryan Johnson che su X e Facebook ha scritto: «La ricerca della fonte della giovinezza è la storia più antica mai raccontata. Per la prima volta nella storia della vita sulla Terra, solo negli ultimi 24 mesi si è aperta la finestra affinché un essere possa realisticamente impegnarsi per raggiungere questo obiettivo. È un momento assolutamente folle». L’obiettivo del ricchissimo 48enne si regge «su nuove e promettenti terapie che possono riportare indietro l’orologio di decenni», ovviamente con l’uso generoso dell’intelligenza artificiale.
La storia
Chi è Bryan Johnson lo sintetizza Wikipedia: “Un imprenditore, autore e investitore statunitense nel settore tecnologico, noto principalmente per la sua estrema dedizione alla ricerca della longevità e del ringiovanimento biologico”. Time gli ha dedicato un articolo titolato “L’uomo che pensa di poter vivere per sempre”, Bloomberg Businessweek ha dato la notizia che «Johnson ha arruolato il figlio allora diciassettenne come suo “ragazzo di sangue” e si è impegnato in uno scambio di plasma a tre con lui e con il padre settantenne». È un promotore abilissimo della propria immagine, più volte ha spiegato che gli affari non gli interessano granché. Due anni fa Vanity Fair ne ha raccontato accuratamente tempi e ritmi di vita: «Ripete spesso di aver costruito un algoritmo che si prende cura di lui meglio di quanto lui possa prendersi cura di sé stesso. Anche se con qualche piccola variazione giornaliera, in genere si sveglia intorno alle 4.30 e dà il via alle misurazioni: grasso corporeo, massa muscolare, temperatura e talvolta una risonanza magnetica. Di recente ha iniziato ad assumere la follistatina, una terapia genica che ha dimostrato di prolungare la durata della vita dei topi. Beve un frullato prima dell’allenamento e prende circa 60 pillole, poi fa una trentina di esercizi diversi nell’arco di un’ora. Alle 9 del mattino, Johnson ha già fatto colazione e pranzo – verdure al vapore condite con cioccolato fondente non alcalinizzato e semi di canapa, oltre al budino con un quarto di noce del Brasile – e si è sottoposto a vari trattamenti. L’ultimo pasto, un’insalata di qualche tipo, spesso con patate dolci o barbabietole, lo consuma solitamente alle 11, seguito da circa altre 40 pillole. Va a letto intorno alle 20.30». Ovviamente ha uno stuolo di medici al suo servizio che lo monitora di continuo e si può permettere un protocollo da 2 milioni di dollari l’anno.
Il caso Putin-Xi Xinping
Il tema dell’immortalità è ormai pane quotidiano anche per i potenti del mondo, soprattutto autocrati e dittatori, che vorrebbero perpetuare il loro dominio. La conferma l’ha fornita l’incontro, sei mesi fa, tra Vladimir Putin, atterrato a Pechino per celebrare l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, e il presidente XI Jinping che lo ha accolto ai piedi della scaletta. I due hanno chiacchierato amichevolmente con la mediazione degli interpreti. Un microfono rimasto inavvertitamente aperto ha captato le frasi riportate da agenzie di stampa e tv. La traduttrice di Putin ha spiegato a Xi Jinping: «La biotecnologia si sta sviluppando continuamente, gli organi umani possono essere trapiantati incessantemente. Più a lungo si vive, più si diventa giovani, e si può persino raggiungere l'immortalità». L’altro ha risposto senza tradire stupore: «Alcuni prevedono che in questo secolo gli esseri umani potranno vivere fino a 150 anni. In passato le persone raramente arrivavano a 70 anni, ma oggi a 70 anni sei ancora un bambino».
Prospettive e rischi
Nei giorni successivi il quotidiano cattolico Avvenire è stato uno dei pochi ad affrontare il tema in maniera netta: «Ambizioni folli, forse, promesse assurde che due potenti, entrambi settantaduenni, amano sentirsi raccontare. Oppure l’eco di una inimmaginabile, e oscura, attività di sperimentazione. Mettiamo però che lo scambio fra quei due sia solo l’estremo illusorio vertice di una ricerca senza limiti etici. Ma per quali uomini?». Ecco, il punto è proprio questo: «Non certo per tutti. Una super medicina dell’eterna giovinezza sarebbe solo per i miliardari, i dittatori, i super potenti. Per gli altri, le cure della pubblica sanità, ad essere fortunati; per altri ancora niente, o la fame. L’aspettativa di vita tranciata in culla dalla mortalità infantile».
