Piantare nuovi alberi, togliere l’asfalto. L’estate più calda di sempre ha portato buoni propositi nelle città incendiate da continue ondate di calore. A Firenze il piano del verde prevede piantumazioni per circa 50.000 tra alberi e arbusti nell’arco di cinque anni. Al momento Palazzo Vecchio è a quota 18.000, quindi in linea con i numeri previsti.

La sindaca Sara Funaro ha spiegato, «esperienze di questo tipo ci sono sia in Europa sia in Paesi extra europei. Sono esperienze positive che abbassano davvero la temperatura e partiremo con una sperimentazione per due strade per quartiere». Sembra tuttavia sia più semplice piantare alberi che togliere l’asfalto.

Ci si dovrà infatti confrontare con la Soprintendenza per capire quali sono strade e piazze dove poter operare. L’amministrazione ha raccolto l’idea di uno dei suoi illuminati, il biologo Stefano Mancuso, docente all’Università di Firenze e riconosciuto dal New Yorker tra i “world changers”. Qualche mese fa lo scrittore ecologista aveva lanciato un appello: gli alberi non sono ornamenti, sono salvavita. D’estate abbattono la temperatura anche di 6 gradi. La sua è una proposta complessa, riconvertire almeno il 20 per cento delle superfici stradali urbane in spazi verdi. Parte dalla considerazione che le città, con il loro cemento e il traffico, sono i luoghi più vulnerabili al riscaldamento globale. Contribuiscono in maniera massiccia all’innalzamento delle temperature e sono i luoghi che lo subiscono in maniera evidente.

Il genio di Nivola

In realtà ci aveva già pensato Costantino Nivola con il suo "Pergola Village" (o Vined Orani) un celebre progetto di arte ambientale e rigenerazione urbana ideato nel 1953 e ripreso in chiave contemporanea da Stefano Boeri. Il piano, in fase di realizzazione nel centro barbaricino, prevede di unire le case del borgo con pergolati di vite e di dipingere le facciate in bianco con uno zoccolo azzurro, trasformando le strade in spazi di vita collettiva e riducendo al contempo l'effetto isola di calore. Nel paese che ha registrato i picchi di calore più elevati di questa torrida estate il progetto sembra essere una priorità.

pergola village

Firenze sogna

Tornando a Firenze secondo i dati riportati da Mancuso, i centri urbani italiani hanno visto un incremento termico di oltre 4 gradi dagli anni Sessanta ad oggi, con picchi locali che arrivano a +5 o +6 gradi rispetto alle zone rurali circostanti. Tutto questo a causa dell’“isola di calore urbana”, un effetto amplificato dall’asfalto e dall’assenza di vegetazione. Se non si possono abbattere gli edifici si possono cambiare le strade, è la tesi del neurobiologo, è netta.

La proposta è radicale: sostituire una parte significativa delle infrastrutture viarie con “vie degli alberi”, tracciati verdi capaci di restituire alle città il loro equilibrio climatico. Mancuso ammette come una simile trasformazione possa di certo causare disagi e proteste, “basterebbe resistere sei mesi per rendersi conto dei benefici enormi”. Benefici che non si limitano alla temperatura: si parla di qualità dell’aria, salute pubblica, benessere psicologico, bellezza.

Ma il piano di Mancuso va oltre la semplice riforestazione urbana. Individua un altro nemico: i parcheggi. Ogni nuovo edificio, supermercato o centro commerciale, dice, comporta inevitabilmente nuovi spazi per le auto. Un circolo vizioso di consumo di suolo che non possiamo più permetterci. Per questo motivo propone una moratoria: «Non si dovrebbe consumare un metro quadro in più di suolo. Se proprio si deve costruire, allora quei parcheggi obbligatori dovrebbero essere convertiti in spazi verdi, in foreste urbane in miniatura.

L’idea di Mancuso è rivoluzionaria anche sul piano culturale. Per troppo tempo il verde è stato visto come elemento di decoro, accessorio. Invece, sostiene, deve essere trattato come un’infrastruttura sanitaria, come una necessità vitale. «Le piante non sono un elemento estetico. Sono un salvavita. Dovrebbe occuparsene la sanità, non l’ambiente», afferma. 

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