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Macomer, servizi sanitari a rischio cancellazione: il Consiglio annuncia battaglia

Martedì 26 Settembre 2017 alle 16:28 - ultimo aggiornamento Martedì 26 Settembre 2017 alle 17:28


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Reparti e servizi sanitari a rischio. Ridimensionati e col rischio di essere cancellati. Proprio per evitare la cancellazione, il consiglio comunale di Macomer ha preso l'impegno di creare una sorta di mobilitazione.

Nell'occhio del ciclone l'Oncologia, il laboratorio Analisi e sopratutto la Riabilitazione. Dopo il riavvio del servizio di epatologia, sollecitato dal sindaco Antonio Succu, c'è preoccupazione per il reparto di riabilitazione, dove il dirigente, in pensione da oltre un anno, non è mai stato sostituito e non si è mai provveduto alla realizzazione della rete dei gas medicali.

Senza questi appare impossibile realizzare altri posti letto. La Riabilitazione è la struttura cardine del presidio sanitario di Macomer, che doveva diventare il centro principale dell'Assl di Nuoro e riferimento a livello regionale.

Dice il sindaco Antonio Succu: "Ribadiamo la necessità di potenziamento della riabilitazione, che merita l'autonomia gestionale, essendo l'unica degenza riabilitativa della provincia di Nuoro. Teniamo alta la tensione".

Per il sindaco il ridimensionamento del laboratorio analisi (ora vengono fatti solo i prelievi) rappresenta un falso risparmio. Per l'oncologia sarebbe stata recepita la richiesta di mantenimento dei servizi, con i trattamenti chemioterapetici, pur con tutte le precauzioni necessarie per la sicurezza dei pazienti. Il consiglio comunale per decidere cosa fare è stato riconvocato fra dieci giorni.

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2 commenti

  • hevor 27/09/2017 10:42:53

    Tutti a Nuoro, evviva le periferie!!!
  • alexander5 26/09/2017 18:04:25

    però per i clandestini i fondi non hanno mai fondo. E aggiungiamoci pure lo sciagurato progetto beni benius...roba evitabile. Fa rabbia sentire della probabile chiusura dell'oncologico e di altri servizi necessari. Ogni clandestino che lo stato foraggia sappiate che sono soldi e servizi tolti agli italiani.