Cronaca » Sardegna

Scuola, nell'Isola dispersione record: studenti sardi bocciati in italiano e matematica

Mercoledì 16 Novembre 2016 alle 08:44


Una scuola sarda

Partiamo dai numeri: in Sardegna 24 ragazzi su cento non arrivano al diploma, uno su tre capisce poco o nulla della matematica, uno su quattro zoppica vistosamente in italiano.

Dispersione scolastica da record (record negativo in Italia) e alta difficoltà di apprendimento, spiegano gli esperti, che spingono l'Isola ben lontana dalle medie europee e rischiano di gravarla di una zavorra destinata a durare per anni.

Così la Regione ha varato un robusto piano di interventi, "Tutti a Iscol@". Anche in questo caso parlano le cifre: in pochi mesi 466 progetti promossi in decine di istituti per migliaia di studenti sardi.

E quest'anno si raddoppia: oltre 20 milioni di finanziamenti, nuovi laboratori didattici (dall'arte all'identità territoriale) e cinque scuole polo individuate per portare avanti il programma.

Secondo i test Pisa, che misurano le capacità degli studenti, i quindicenni sardi che non raggiungono le competenze minime in italiano sono 27 su cento (la media nazionale è al 20). Va anche peggio in matematica dove si tocca il 33% (il 25% in Italia).

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9 commenti

  • Giano 16/11/2016 16:46:50

    @meteoman, capisco, è quasi normale. Molti anni fa mia sorella mi portò il quaderno del figlio che era alle elementari. Il solito compito con i "pensierini" (non so se li facciano ancora). C'era segnato in rosso un errore, la parola "pecora" che, secondo l'insegnante, si doveva scrivere con due C "peccora" (infatti la aggiungeva sopra). Lo ricordo ancora, come esempio di beata ignoranza degli insegnanti. Ecco perché non ho accennato all''italiano: ci sarebbe da scrivere un poema.
  • meteoman 16/11/2016 14:45:21

    Sappia, Giano, che io la penso come Lei. Quanti i demeriti degli insegnanti? Oltre al suo, porto un mio ricordo: per un po' di tempo il secondo dei miei figli non mi rivolgeva più la parola,motivo: gli avevo fatto scrivere due errori nel più classico dei temi: Il mio papà. "Il mio papà lavora al servizio meteoroligico dell'aeroporto di..." . La insegnante corregge: metereologico e Aereoporto. La maestra aveva ragione, ce n'è voluto a fargli capire che, questa volta aveva sbagliato.
  • user220814 16/11/2016 14:33:49

    A proposito dell'italiano in modo disinvolto e appropriato: qualche decennio fa era importante impossessarsene come segno di partecipazione alla realtà italiana, a dimostrare orgogliosamente che sono finiti i complessi di inferiorità dei sardi. Ora si osserva un'inversione di tendenza: espressioni locali e dialettali frammiste a una lingua italiana a volte incomprensibile fuori dalla Sardegna. Cari insegnanti, fate sí che il sardo sia sardo e l'italiano sia italiano, se siete in grado di farlo..
  • giontravolt 16/11/2016 13:55:02

    Burriccu sardu, mai appellativo fu più indicato.
  • user220048 16/11/2016 13:54:50

    Di chi la colpa di questa disastrosa produttività scolastica. E' vero che i ragazzi sono cambiati, ma oggi abbiamo una quantità di insegnanti a fronte di metà degli alunni di 20 anni fa. Per gli insegnanti non basta scioperare o protestare devono mettersi a lavorare, prepararsi. Per quanto riguarda la matematica solo 7 insegnanti su cento sono laureti in Matematica eppure pretendono di insegnare questa materia, L'italiano lo conoscono poco anche molti insegnanti.
  • user220814 16/11/2016 13:48:42

    Ho letto del rifiuto di molti insegnanti di far eseguire le prove Invalsi, con motivazioni molto elaborate forse per nascondere la paura di veder quantificato il loro impegno in termini di successo degli alunni. Ricordo la tendenza di insegnanti sardi nelle scuole (soprattutto) di provincia a rintanarsi in temi locali e folcloristici, anzichè aprire gli orizzonti e far crescere la voglia di conoscere una realtà più complicata di quella del paesino, dove anche senza istruzione si vive alla grande
  • Giano 16/11/2016 12:50:27

    E questo succedeva anche per altre materie, specie scientifiche. Poi, molti di quelli che “non avevano capito”, bene o male superavano gli esami, arrivavano al diploma o la laurea, e finivano per andare ad insegnare cose che non avevano capito a ragazzi che non capivano ed ai quali non importava niente nemmeno di capire. E così si va avanti nella vita: tra insegnanti che fingono di spiegare e studenti che fingono di aver capito. Ma fingiamo di non saperlo.
  • Giano 16/11/2016 12:49:44

    Dubbio. Come mai la matematica risulta così ostica agli studenti? Difficoltà degli studenti a capire, oppure difficoltà degli insegnanti a spiegare? Questo dubbio me lo porto appresso da sempre. Ricordo la classica lezione di matematica ed il professore che alla fine chiedeva “Avete capito? Ci sono domande?”. Silenzio assoluto. Ma appena il prof. usciva si incrociavano gli sguardi atterriti: era chiaro che nessuno aveva capito la lezione.
  • Giano 16/11/2016 12:31:14

    Pochi giorni fa, a proposito di chi critica i commenti altrui senza averne capito il significato, riferivo che, secondo recenti ricerche, 1/3 della popolazione (studenti compresi) ha difficoltà a capire il significato di un testo scritto. Questa notizietta lo conferma. Se consideriamo chi non ha finito nemmeno la scuola dell’obbligo, la percentuale di chi non capisce il senso di un testo (o di quello che scrive) può passare dal 30% al 50%. Bisogna tenerne conto quando si leggono i commenti.