Disordini a Milano, nuovo tam tam social: chiudono i negozi del lusso. Confcommercio: «Danni per un milione di euro»
Serrande abbassate in Galleria Vittorio Emanuele e in buona parte del centro per il timore di nuovi raid. E si registrano le prime disdette in ristoranti e hotelSerrande abbassate e commercianti in allerta nel quadrilatero della moda a Milano, dove cresce la preoccupazione per possibili nuovi disordini dopo le devastazioni del fine settimana.
Nel pomeriggio un nuovo tam tam social, che invitava al raduno dalle 15 in Duomo per replicare quanto accaduto nei giorni scorsi, ha fatto scattare nuovamente l’allarme: negozi svuotati dalla merce e serrande abbassate.
In Galleria Vittorio Emanuele i grandi marchi della moda come Prada, Vittuon e Dior hanno chiuso, stessa situazione in via Montenapoleone con Chanel, Hermès e Pomellato.
In via Monti, Goyard ha affisso un cartello per informare la clientela che «date le manifestazioni, rimarremo chiusi».
Tra i negozi ancora aperti il clima è di attesa: i commercianti si confrontano per decidere come comportarsi.
I DANNI – Nel frattempo sale la conta dei danni dopo la seconda giornata di devastazioni e saccheggi. «Dal mezzo milione di ieri mattina siamo a circa 1 milione - ha spiegato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano -. Ma il tema è un altro, il mancato incasso per le attività che hanno dovuto chiudere e per le disdette che si iniziano a registrare, soprattutto da parte di stranieri». Quello che è accaduto ha portato già «diverse disdette» a ristoranti ed hotel, «perché le persone hanno paura - rimarca Barbieri-. Nella conta dei danni c'è anche il danno di immagine per Milano».
(Unioneonline/v.l.)
