Economia

Italia quinta al mondo per imposte sugli stipendi. Ocse: lavoratori ancora troppo tassati

Martedì 11 Aprile 2017 alle 15:17 - ultimo aggiornamento Martedì 11 Aprile 2017 alle 17:29


Il peso di imposte e contributi sulle buste paga degli italiani si è lievemente alleggerito, ma resta molto al di sopra della media rilevata nei Paesi industrializzati.

Secondo i dati dell'annuale studio dell'Ocse ("Taxis Wages"), che passa in rassegna il carico del fisco sulle retribuzioni dei 35 Stati membri, l'Italia si trova oggi al quinto posto nella classifica relativa al peso delle tasse sui salari dei lavoratori single senza figli.

E continua - purtroppo - a scalare posizioni, considerato che nella scorsa rilevazione risultava sesta. Mentre è passata dal quinto al terzo posto nel caso delle famiglie monoreddito.

CUNEO PESANTE - Dopo il monito lanciato dalla Corte dei conti in merito al cuneo fiscale (oltre 10 punti superiore alla media dell'Unione europea), è dunque l'Organizzazione parigina a scattare una fotografia negativa della nostra tassazione sul reddito da lavoro.

In Italia il cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro e lo stipendio netto versato al dipendente, nel 2016 per un single senza figli risulta complessivamente pari al 47,8%, in calo di 0,08 punti sul 2015. Ma è ancora lontano dalla media Ocse, che è del 36% (in discesa dello 0,07%).

In questa speciale graduatoria, a far peggio della Penisola sono il Belgio (in testa con il 54%), la Germania (49,4%), l'Ungheria (48,2%) e la Francia (48,1%). La Spagna è invece quindicesima (con il 39,5%) e gli Usa 25esimi (31,7%), davanti a Canada e Gran Bretagna (30,8%).

I numeri italiani risultano ancor più negativi prendendo in esame una famiglia monoreddito con due figli, per la quale il cuneo è pari al 38,6% (in discesa di 0,1 punti), contro una media Ocse del 26,6%. Qui, sopra di noi, ci sono solo Francia (40%) e Finlandia (39,2%).

La diminuzione del carico sui single (-0,08%) deriva dal calo dei contributi a carico del datore di lavoro (-0,11%), mentre sono salite di 0,02 punti le tasse sul reddito e di 0,01 punti i contributi a carico del dipendente.

STIPENDI A CONFRONTO - Guardando nel dettaglio il costo del lavoro medio per ogni lavoratore single, a parità di potere d'acquisto in Italia il dato si attesta a 55.609 dollari l'anno (circa 52.400 euro): ed è il diciassettesimo più alto tra i Paesi Ocse, dove la media si colloca a 50.214 dollari (circa 47.300 euro). Il Belgio è primo con quasi 75mila dollari, davanti a Svizzera (74.500) e Germania (73.700).

Quanto al salario lordo, che include imposte e contributi, l'Italia è invece al 19esimo posto (42.166 dollari, circa 39.700 euro), poco sotto la media Ocse (43.015 dollari).

Il netto medio percepito è pari al 68,9% del lordo. Imposte sul reddito (21,6%) e contributi (9,5%) incidono dunque per il 31,1%, contro il 25,5% della media Ocse (dove lo stipendio netto è pari al 74,5% del lordo).

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2 commenti

  • Shaggy66 11/04/2017 18:22:38

    La curva di Laffer potrebbe spiegare perché questa politica di imposte sempre più alte è un suicidio per lo stato stesso. La maggior parte delle imprese private chiuderanno (se non l'hanno ancora fatto) o delocalizzeranno la produzione. Poi voglio proprio vedere come verrà mantenuto questo welfare o come verranno sfamate le centinaia di migliaia migranti. E quelli ci mettono un niente a protestare con i machete in mano per la paghetta o per il cibo...
  • meteora1965 11/04/2017 17:05:38

    Questo e' ancora poco ,se dobbiamo mantenere centinaia di migliaia di immigrati che sbarcano non autorizzati , (speriamo che il termine non sia offensivo ) da qualche parte i soldi dovranno prenderli .