Salute » Sassari

Lo studio dell'Università di Sassari che apre nuove speranze nella lotta alla Sla

Martedì 11 Settembre alle 12:09


Il gruppo di ricerca dell'Università di Sassari con la professoressa Dolei (a sinistra) e il dottor Ibba (a destra)

Uno studio, dall’Università di Sassari, che apre nuovi scenari nella lotta alla Sclerosi laterale amiotrofica (Sla).

Il lavoro di ricerca, realizzato da Gabriele Ibba, Claudia Piu, Elena Uleri, Caterina Serra e Antonina Dolei, illustra come siano state messe a punto delle “specifiche forbici molecolari" CRISPR/SaCas9, mediante le quali siamo riusciti ad eliminare dal DNA di cellule umane il gene retrovirale endogeno HERV-Kenv, sospettato di contribuire al tumore della prostata e alla neurodegenerazione della Sclerosi Laterale Amiotrofica".

La distruzione del gene HERV-Kenv (la prima di un retrovirus endogeno umano) interferisce con importanti regolatori dell'espressione e della crescita cellulare, tra cui la proteina TDP-43, che ha un ruolo chiave nella neurodegenerazione della SLA.

"Questo nuovo risultato – spiega Antonina Dolei, professoressa di Virologia nel Dipartimento di Scienze Boomediche dell'Università di Sassari - suggerisce che il retrovirus endogeno HERV-K non sia un innocuo spettatore, ma che ci sono legami non solo tra HERV-K e l'oncogenesi, ma anche tra HERV-K e la Sla, dato che l'aumento di sole 2 volte di TDP-43 può causare neurodegenrazione".

"In pratica – conclude la professoressa Solei - se ci fosse un contributo di HERV-Kenv alla patogenesi della Sla, si aprirebbe la prospettiva di considerare la Sla non come una malattie incurabile, ma come una patologia che coinvolge un retrovirus, contro il quale è possibile utilizzare terapie farmacologiche".

Lo studio, dal titolo "Disruption by SaCas9 Endonuclease of HERV-Kenv, a Retroviral Gene with Oncogenic and Neuropathogenic Potential, Inhibits Molecules Involved in Cancer and Amyotrophic Lateral Sclerosis", è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale "Viruses".

(Unioneonline/v.l.)

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2 commenti

  • Zio_Michele 11/09/2018 13:30:59

    Davvero una bella notizia, complimenti ai ricercatori e a chi sostiene la ricerca.
  • Erbi 11/09/2018 12:50:35

    Auguri a tutti coloro che sono impegnati in questa ricerca: speriamo sia la volta buona. Grazie per quanto fate.