Cultura » PIAZZA MARTIRI D'ITALIA

Cagliari, la Brigata Sassari ricorda i cent'anni di Caporetto

Mercoledì 25 Ottobre alle 16:19


La banda della Brigata Sassari

Da Udine a Trapani, passando per Bologna, Pisa, Roma, Cosenza e per molte altre province d’Italia, decine di fanfare e bande militari dell’esercito si sono esibite contemporaneamente alle 19 di ieri, per ricordare, sulle note del "Silenzio d’ordinanza", il centenario della battaglia di Caporetto.

Per la Sardegna si è tenuta una commemorazione a Cagliari, in piazza dei Martiri, dove si è esibita la banda della Brigata Sassari, l'unità più decorata della Prima guerra mondiale per il valore dimostrato dai suoi soldati.

Il flash mob, organizzato dallo Stato Maggiore dell’esercito, ha voluto ricordare il legame profondo tra i militari di oggi e le generazioni di soldati italiani che cent'anni fa hanno combattuto per l'Italia.

Il 2017 è il terzo anno dedicato alle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra.

Così come avvenuto negli anni scorsi con "L’Esercito marciava…" e "L’Esercito combatte", anche quest'anno l'esercito ha realizzato una serie di attività ed eventi su tutto il territorio nazionale per far conoscere l’evento bellico che ha segnato la nostra nazione e ha contribuito alla costruzione dell’identità nazionale.

Il 1917 fu l’anno della ritirata di Caporetto, della crisi economica, il periodo più duro della guerra, ma fu anche l’anno in cui l’esercito Italiano dimostrò una grande capacità di resistenza, l’anno in cui fu costituita la linea di difesa lungo il Piave, punto di partenza e chiave di volta della successiva vittoria della guerra.

Da qui l’idea di chiamare il progetto generale delle attività legate alla commemorazione della Grande Guerra per il 2017 “L’Esercito rESISTE”.

(Redazione Online/F)

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4 commenti

  • andrea348 26/10/2017 22:56:43

    Beata ignoranza
  • user215011 26/10/2017 13:59:42

    (pag. 3). Io sostengo pertanto che non abbiamo niente da festeggiare, né ricordare e che è fuorviante e puramente propagandistico allacciare la Brigata Sassari di oggi (una branca delle forze armate odierne incaricate di effettuare operazioni belliche non difensive in terre altrui e per conto di potenti di turno) a quella della guerra del 15-18. Ma lo stato italiota ha cambiato forma, non mentalità, da qualsiasi parte lo si guardi.
  • user215011 26/10/2017 13:49:41

    (seguito; pag. 2). Quando i Sardi tornarono in patria, alla fine della guerra, furono sommersi di lodi e promesse a cui la monarchia imbelle e lo stato divenuto presto fascista non diedero alcun seguito. Però, da allora, re, capi di governo (Mussolini in testa) e presidenti repubblicani non hanno mai cessato di considerarci i migliori testimonial del presunto valore "patriottico" dell'esercito italiano e dello stato unitario, interrompendo gli aneliti di libertà che salivano impetuosi. (segue)
  • user215011 26/10/2017 13:34:41

    Sappiamo tutti che il maggiore evento che ha avuto luogo per i Sardi durante quella guerra ad essi sconosciuta e certamente non voluta, è stato il grande valore dimostrato dai nostri avi nel combattere e contrastare un nemico forte, ma altrettanto sconosciuto. Furono tanti a coprirsi di gloria spinti dalla loro natura "belluina" e dalla lotta per la sopravvivenza e tanti che morirono senza sapere perché, solo costretti da uno stato coloniale e annessionista. (pag. 1- segue).