Le accuse: associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, concussione, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Nel mirino l’appalto della vigilanza dei palazzi comunali. ll primo cittadino è finito ai domiciliari, gli altri destinatari della misura sono politici, dirigenti ed amministratori locali.

Gli arresti sono stati eseguiti da agenti della Digos della Polizia di Stato che hanno dato esecuzione, all'alba, a un'ordinanza di custodia cautelare, disposta dal gip del Tribunale di Trani.

C'è un appalto di oltre due milioni di euro sulla vigilanza degli immobili comunali aggiudicato - secondo l'accusa - in modo illecito alla società palermitana Sicurcenter tra le accuse che stamani hanno portato all'arresto del sindaco di Trani, Luigi Riserbato, e di altre cinque persone. Tra i reati contestati anche la concussione per le richieste di assunzioni fatte all'Amiu per consentire ai politici di aver consenso elettorale. Dagli accertamenti della Digos e del pm Michele Ruggiero sarebbero emersa l'esistenza di un sistema corruttivo che vedrebbe coinvolti politici, dirigenti e amministratori del Comune di Trani. Questi - secondo l'accusa - avrebbero creato un sistema illecito finalizzato alla turbativa d'asta sull'appalto milionario e un giro di mazzette. Oltre ai sei arrestati risultano indagate a piede libero altre sette persone.
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