Cronaca » Sardegna

In Sardegna uno scolaro su due non ha accesso alla mensa: il rapporto

Giovedì 06 Settembre alle 10:50 - ultimo aggiornamento alle 12:19


Il disegno di una bambina

Sono più del cinquanta per cento i bambini sardi che non usufruiscono della mensa scolastica. Un dato ancora più negativo se si considera che la regione registra uno tra i più alti tassi di dispersione scolastica.

È quanto si legge nel nuovo rapporto di Save The Children, "(Non) Tutti a Mensa 2018", nel quale l'Isola viene inserita nell'elenco delle regioni in cui il maggior numero di piccoli studenti non mangia a scuola.

Con il 51,96%, la Sardegna è la migliore tra le peggiori, accanto a Sicilia (81,05%), Molise (80,29%), Puglia (74,11%), Campania (66,64%), Calabria (63,78%), Abruzzo (60,81%).

Anche se, si legge nel dossier, la "forbice tra Nord e Sud si distanzia sempre più", in media in tutta Italia sono il 49% gli allievi delle scuole primarie e secondarie di primo grado che non hanno diritto alla mensa.

"L'erogazione del servizio - scrive l'organizzazione internazionale in difesa dei diritti dell'infanzia - è fortemente disomogenea sul territorio italiano e le modalità di accesso o di esenzione spesso contribuiscono a aumentare le disuguaglianze, a scapito delle famiglie più svantaggiate".

Sono ancora troppe le scuole che non assicurano ai bambini e alle loro famiglie di usufruire della mensa scolastica, che "non solo rappresenta un sostegno all'inclusione e all'educazione alimentare, ma è uno strumento fondamentale per il contrasto della povertà e della dispersione scolastica".

Delle nove regioni in cui oltre metà dei bambini non accede alla mensa, in quattro di loro si osservano anche i maggiori tassi di dispersione scolastica d'Italia. La Sardegna è in testa con il 21,2%, seguita da Sicilia (20,9%), Campania (19,1%), Puglia (18,6%) e Calabria (16,3%).

"In un contesto come quello dell'Italia nel quale si registrano oltre 1 milione e 200mila bambini e ragazzi, il 12,1% del totale (più di 1 su 10), in povertà assoluta e 2 milioni e 156mila in povertà relativa, la refezione scolastica dovrebbe garantire a tutti i minori almeno un pasto proteico al giorno, aiutando le tante famiglie in difficoltà".

"È necessario un immediato intervento istituzionale per riequilibrare le enormi differenze territoriali che creano iniquità proprio tra le famiglie più svantaggiate", afferma Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia Europa.

(Unioneonline/D)

LA DISPERSIONE SCOLASTICA IN SARDEGNA:

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3 commenti

  • Hersir 06/09/2018 16:01:17

    Ogni anno la solita buffonata della ong pro immigrazione clandestina di save the children sulle mense scolastiche. Difficile comprendere l'associazione tra povertà e assenza di mensa scolastica. Ora in Sardegna dove il 50% degli studenti non fa il tempo pieno, frequentando anche il sabato, pranzando a casa propria con la famiglia non significa che sta patendo la fame, no significa che sta mangiando più sano dello schifo rifilato in una mensa.
  • Brent 06/09/2018 15:31:40

    Non vedo cosa ci sia di male, visto e considerato la scarsa qualità del cibo e le pessime condizioni igieniche delle mense scolastiche in Sardegna sicuramente è meglio un bel piatto di spaghetti con le polpette di nonna
  • Alex_Mahone 06/09/2018 14:54:08

    il problema, quando si leggono queste notizie tristissime, è che stonano sempre coi toni trionfalistici che assumono Pigliaru e compagni davanti alle telecamere. Quando si lamentano lo fanno per cose completamente ridicole (funerale a sassari dell'altro giorno), mentre di sanità, povertà, delinquenza, lor signori hanno sempre da dire che "va tutto bene". a febbraio verrete sepolti da una marea di voti.