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Vaccini a Villacidro: "Per la terza settimana rimandati a casa". La Assl risponde

Venerdì 31 Agosto alle 10:28 - ultimo aggiornamento alle 14:14


Proteste per la questione vaccini all'ambulatorio Assl di Villacidro.

"Da tre settimane - spiega alla redazione un nostro lettore - sto tentando di vaccinare il mio figlio più piccolo, che ha 5 mesi". Ogni volta però "c'è talmente tanta gente che veniamo rimandati a casa".

La situazione si è ripetuta questa mattina: "Solitamente accettano 20 persone, oggi ne hanno fatte passare 30, ma eravamo molti di più. E quindi ce ne siamo dovuti andare".

Il problema si presenta "da quando i giorni dedicati alle vaccinazioni sono stati drasticamente ridotti: da tre a settimana siamo passati a uno. Uno solo. Come facciamo?".

Arrivare tra i primi? "È impensabile raggiungere l'ambulatorio con un neonato alle 7 del mattino per poi attendere le 8".

La conseguenza, aggiunge il lettore, è che "ora mio figlio ha superato il termine previsto per effettuare la vaccinazione".

"Non mi resta che riprovare venerdì prossimo - conclude - Ma qualcosa deve cambiare, e qualcuno deve ascoltare le ragioni mie e di tanti altri genitori per trovare una soluzione".

Dalla Assl di Sanluri arrivano risposte chiare: "Capiamo i disagi degli utenti, ma cerchiamo sempre di andare incontro alle loro richieste. Per esempio anche se esiste il limite massimo di 20 persone, come lo stesso lettore ammette, non siamo così fiscali e consentiamo l'accesso anche a 30 o 40. Usciamo dall'ambulatorio e spieghiamo sempre la situazione reale".

C'è poi un'altra questione: "I giorni dedicati alle vaccinazioni non sono mai stati tre. In un certo periodo sono stati due per motivi straordinari, ma siamo tornati a uno, come di consueto. Abbiamo certe regole da rispettare, e sono anche altre le attività che dobbiamo seguire, come quella relativa ai certificati".

"Al padre del bimbo vogliamo inoltre spiegare - aggiungono - che il termine per la vaccinazione si riferisce a quello minimo tra una e l'altra, quindi devono intercorrere almeno sei mesi tra le iniezioni. Non è una scadenza massima, non esiste alcun problema in questo senso".

Sabrina Schiesaro

(Unioneonline)

LA LETTERA:

 
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La lettera del giorno: "L'odissea dei vaccini a Selargius"

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