Cronaca » Olbia

Animali abbandonati, "scoppia" il più grande rifugio della Sardegna

Giovedì 23 Agosto alle 19:51


Alcuni ospiti del rifugio "I fratelli minori" di Olbia

Situazione difficile a Olbia per il più grande rifugio animali della Sardegna a causa del sempre alto numero di abbandoni in particolare nel periodo estivo.

Qualche cagnolino non è riuscito a salvarsi dalla crudeltà dell'uomo, come Tyson, ribattezzato Angiolino: il rottweiler era stato trovato in un giardino privato legato a una catena. I volontari l'hanno liberato e portato al rifugio in stato comatoso. Aveva la febbre a 40 ed era pieno di piaghe, disidratato, ridotto pelle e ossa.

Ogni sforzo per tenerlo in vita è stato vano, e il cane è morto dopo tre giorni di agonia.

Il cane Angiolino
Il cane Angiolino

Ci sono però anche storie a lieto fine, come quella del meticcio Gegè: la sera di Natale vagava per strada e aveva il muso distrutto da un colpo di fucile. Dopo mesi di agonia è stato sottoposto a un intervento e oggi sta molto meglio: "È molto dolce, affettuoso - spiegano i volontari - e con tanta voglia di vivere".

Gegè
Gegè

La struttura di Olbia, gestita da L.i.d.a. (Lega italiana dei diritti dell'animale), sorge vicino all'aeroporto e attualmente ospita 700 cani e 230 gatti.

"Per ogni cane che entra in rifugio faccio dei sogni, anche se non è sempre facile. Ci troviamo davanti tante situazioni drammatiche frutto unicamente della cattiveria umana: animali abbandonati e ritrovati in condizioni estreme, spesso a rischio vita, avvelenati, bastonati o feriti gravemente. Serve dare un segnale forte ed educare le persone su come vivere - dice Cosetta Prontu, presidente di L.i.d.a. sezione Olbia - Per combattere il randagismo e l’abbandono bisogna insegnare il rispetto verso gli animali e la vita in generale: lavorare alla base del problema e sensibilizzare le persone ad adottare un comportamento più responsabile, educarle a sterilizzare i propri compagni animali e a usare il microchip".

"Il randagismo - aggiunge Camila Arza Garcia, responsabile dei progetti solidali di Almo Nature/Fondazione Capellino - nasce dai gesti spietati degli umani che abbandonano (privi di chip e non sterilizzati) i cani che loro stessi hanno fatto nascere, hanno ricevuto o persino acquistato, venendo meno al patto che lega le nostre due specie da 20.000 anni".

(Unioneonline/s.s.)

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3 commenti

  • olbia2 25/08/2018 21:05:56

    E diciamolo anche dal menefreghismo dei Sindaci,che non promuovono campagne di sterilizzazione,quando la legge contempla che essi siano responsabili del benessere degli animali che vivono sul territorio ! preferiscono fare 'guadagnare'alcuni canili lager,dando loro 5 euro al dì per ogni animale ,e nessuno può entrare a controllare lo spaventoso trattamento al quale vengono sottoposti,sotto il sole anche per giorni senza acqua !affamati, anche 7/8 in una gabbia senza distinzione di sesso
  • ienaridens 24/08/2018 09:15:35

    concordo con l'altro utente che ha commentato. i nostri paesi son pieni di cagnolini abbandonati, e anche maltrattati. perchè è facile maltrattare un piccolo animale quando magari nella vita di ogni giorno si è conigli. ci vogliono progetti coordinati in ogni comune, ma coordinati su base regionale. molti cani potrebbero essere rieducati benissimo per la pet terapy etc. altro che barconi, pensiamo a noi che è meglio
  • semur 23/08/2018 22:45:16

    oltre alla campagna di sensibilizzazione, che non sempre ottiene i suoi frutti, sarebbe necessaria una campagna di sterilizzazione. magari anche degli imbecilli che maltrattano questi poveri animali