Cronaca » Quartu Sant'Elena

Quartu, "Zona franca? Sì, ma su dati risalenti al 2009"

Venerdì 20 Aprile alle 08:56 - ultimo aggiornamento alle 13:06


La perimetrazione

Il 4 maggio prossimo è la data prevista dal Comune di Quartu Sant'Elena per l'avvio delle presentazioni delle istanze per avere accesso alle agevolazioni relative alla Zona franca da parte degli esercenti.

"Peccato però - scrive alla redazione il nostro lettore Francesco Onnis - che lo studio di assegnazione delle zone sia risalente al 2009 con intere vie divise per metà dove decine di attività restano escluse senza nessun motivo con ovvi disequilibrio e ingiustizia".

"Prendo ad esempio la via Fiume - aggiunge - come si può vedere nel PDF del bando viene suddivisa in due spezzoni tralasciando svariati numeri civici ove ci sono tante attività".

Per questo, conclude, "i commercianti esclusi si stanno organizzando per un ricorso immediato al Tar".

(Unioneonline/s.s.)

(Potete inviare i vostri video, foto e news a L’Unione Sarda su WhatsApp al numero 335.1546482)

Loading...
Caricamento in corso...

Scrivi un commento

Per inserire questo commento devi essere registrato a L'Unione Sarda.
Se sei già registrato, effettua l'accesso:

Non sei ancora registrato? Registrati ora!

Hai un account su Facebook? Puoi utilizzarlo per loggarti ai nostri servizi
Login con Facebook

L’Unione Sarda ha scelto di aprire i propri articoli ai commenti dei lettori con l’obiettivo di far crescere insieme questa community nel rispetto reciproco. La redazione si riserva pertanto il diritto di rimuovere i commenti che non rispettano le regole di un confronto libero e civile. L’Unione Sarda si riserva inoltre il diritto di segnalare alle autorità competenti eventuali abusi o violazioni.

1 commenti

  • user238901 23/04/2018 07:36:21

    La Zona Franca Urbana, qualsiasi perimetrazione abbia, creerà sempre disequilibrio e ingiustizia perché, se mai si attuerà, favorirà alcune attività a danno delle altre che ne resteranno fuori. La Zona Franca deve essere INTEGRALE e comprendere perciò l'intero territorio dell'Isola, per compensare lo svantaggio insito nell'insularità e dare così ai sardi gli stessi diritti che hanno il resto dei cittadini italiani. Questo è stabilito dalla Costituzione ma negato dalle amministrazioni locali.