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La lettera del giorno: "Io, maestra 'antifascista' senza un futuro"

Mercoledì 16 Maggio alle 11:27 - ultimo aggiornamento alle 12:05


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Dopo i numerosi commenti alla lettera pubblicata nei giorni scorsi e relativa all'obbligatorietà della laurea per le maestre delle scuole primarie, pubblichiamo oggi l'amaro sfogo ricevuto da una maestra 33enne, che crede nella scuola pubblica come "ci dovrebbe credere anche lo Stato".

***

"Gentile redazione,

ho 33 anni, un diploma scientifico, una laurea triennale, una quinquennale a ciclo unico in formazione primaria nuovo ordinamento. Sono una maestra senza futuro. Non voglio insegnare nella scuola privata: credo nella scuola pubblica e secondo me ci dovrebbe credere anche lo Stato. Gli anni in cui non ho studiato, tra la prima e la seconda laurea, li ho trascorsi in classe, nei musei e in giardino ad insegnare attraverso laboratori di didattica attiva e cooperativa. Mi sono sempre formata a mie spese. Oggi a Roma piove e sono felice perché il meteo è entrato in empatia con me. Non sono riuscita mai a portare a casa uno stipendio, ma ho imparato tantissimo. Adesso vorrei un lavoro, ma non vorrei sorpassare nessuna collega che abbia più diritto di me.

I diplomati magistrali ante 2001/2002 e i laureati in Scienze della Formazione Primaria (salvo per quelli laureati entro il 2007, prima della chiusura delle Graduatorie a Esaurimento, il cui test d'ingresso aveva anche valore concorsuale, nonostante il corso di laurea prevedesse allora un anno in meno rispetto ad oggi), sono ugualmente abilitati all'insegnamento nella scuola primaria, ed ugualmente dovranno superare un concorso per l'immissione in ruolo.

Chi decide quali maestre hanno più diritto? Le graduatorie. Come si entra in graduatoria? Con il concorso per la prima fascia (immissione in ruolo) e con la sola abilitazione per la seconda fascia (supplenze). Cosa chiedono i diplomati magistrali ricorsisti? Di restare in prima fascia come è stato permesso loro dal 2014 in via cautelare a causa dei ricorsi presentati. Tuttavia, nel dicembre del 2017 il Consiglio di Stato in adunanza plenaria ha respinto definitivamente i ricorsi dei diplomati magistrali, imponendo l'espulsione dei ricorsisti dalle graduatorie ad esaurimento.

Se non hai superato un concorso non hai diritto ad avere il ruolo: è anticostituzionale (art. 97). Sei abilitata come me, ma abilitata non significa che hai superato un concorso: sosteniamolo insieme appena possibile. A tutte le maestre ricorsiste: state superando i precari storici delle GAE (che hanno fatto il concorso nel 1999 e nel 2005) e i vincitori di concorso 2012 e 2016; concorsi ai quali avreste potuto partecipare anche voi. Dopo aver superato il concorso, con il punteggio di 15-20 anni di insegnamento precario che giustamente rivendicate, sarete le prime a essere assunte. Avete avuto quattro concorsi cui partecipare, ma non è mai troppo tardi: ce ne saranno altri. Il merito non dipende dal titolo di studio, ma dal fatto di aver sostenuto un concorso.

Se lo Stato prendesse le sue scelte per assecondare interessi personali, in spregio dei principi costituzionali, della legge, dell'interesse generale e dei diritti dei moltissimi che osservano la legge, allora saremmo in una dittatura. È una parola molto forte, ma io sono una maestra che crede nella cittadinanza attiva, nella democrazia, nella giustizia e ci credo nella pratica, non solo in teoria. Io il ricorso senza averne titolo non l'avrei mai fatto.

Sono una maestra antifascista: in quale Stato si chiedono decreti d'urgenza per assecondare i personalismi e non l'uguaglianza e la giustizia verso tutti i cittadini e le cittadine? In quale Stato fanno più notizia le maestre che protestano per un diritto inesistente, che anzi hanno superato colleghi legittimamente inseriti in graduatorie ad esaurimento e graduatorie di merito, piuttosto che 110.000 docenti tra cui precari storici, vincitori di concorso e laureati in formazione primaria? In quale stato non si cerca di indire il concorso più spesso, ogni due anni come chiediamo, ma si preferisce assecondare chi fa tanto rumore senza giusta causa?

Essere una maestra antifascista oggi significa pretendere giustizia per le bambine e i bambini che saranno futuri cittadine e cittadini. Per loro dobbiamo lottare, per una scuola che sappia testimoniare uguaglianza e giustizia!

Essere una maestra antifascista oggi significa scioperare per le aule troppo piccole, le classi troppo numerose, i troppo pochi insegnanti di sostegno, il troppo potere dato ai dirigenti attraverso la legge 107, non perché venga ufficializzato il posto in graduatoria di chi sta illegittimamente superando altri docenti aventi diritto.

Essere una maestra antifascista oggi significa gridare esasperatamente che ci sono docenti e studenti cui non viene data voce e che sono le vere vittime di questa situazione.

Se tutte le colleghe ricorsiste non vincitrici di concorso mi supereranno, forse non entrerò mai in ruolo, ma la considerazione più amara sarebbe constatare come lo Stato possa abdicare al suo ruolo, privilegiare gli interessi di una parte rispetto all'interesse generale, tradire la costituzione, le leggi, i regolamenti, i pronunciamenti della giustizia amministrativa, in una parola: se stesso.

Essere una maestra antifascista oggi significa amare e rispettare la democrazia, nella consapevolezza che non può esserci comunità se si antepone a tutto una pretesa illegittima, solo per il proprio ritorno individuale.

Luisa Gioia - Roma

 
la protesta delle insegnanti davanti al miur
La lettera del giorno: "La protesta delle maestre senza laurea, io non ci sto"

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24 commenti

  • Efix33 17/05/2018 11:25:44

    Lei sa chi era il ministro Gentile ? O non l' ha mai sentito nominare ?
  • Brent 17/05/2018 09:42:50

    La maestra antifascista secondo me sta commettendo un grosso errore: quello di confondere l'ideologia propria di un regime dittatoriale con una questione che in termini giuridici è di natura esclusivamente amministrativa, infatti le maestre che protestano hanno pienamente diritto ad un lavoro dignitoso esattamente come quei laureati che hanno vinto il concorso
  • amilcare 17/05/2018 08:48:55

    Maestra antifascista? cosa vuol dire....
  • user219452 17/05/2018 07:53:26

    La pluridottoressa forse usa il termine "antifascista" troppo spesso e completamente a sproposito. Sembra che qualunque concetto coincidente con un buon proposito sia assimilabile all'antifascismo. L'unica cosa che traspare è una visione completamente confusa e condizionata.
  • falco459 17/05/2018 00:31:57

    Mi ricordo tanto tempo fa che mio padre mi diceva "SMETTILA DI GUARDARE I CARTONI ANIMATI E GUARDA INVECE I TELEGIORNALI O LEGGI I GIORNALI" ora che sono grande , dopo aver assistito ( IN DEMOCRAZIA )a moltissime stragi di persone comuni di personaggi politici e per finire le ultime stragi che hanno messo a tacere due dei migliori magistrati mai avuti nel nostro paese che di democrazia in Italia ve ne stata veramente poca. SAPETE COSA VI DICO CHE TORNO A VEDERMI I CARTONI ANIMATI.
  • trabant 16/05/2018 22:01:42

    Brent: veramente nella lettera si critica più lo stato che le colleghe. Lo stesso stato che, come scrive lei “calpesta in tutti i modi la loro dignità”. Le motivazioni della dott.ssa non sono affatto risibili ma ben circostanziate.
  • SALZAR 16/05/2018 21:08:01

    la signora che si dichiara antifascista si dovrebbe vergognare di questa affermazione, perchè per la giovane età che ha non può assolutamente essere antifascista nè capire cosa il termine significa veramente , è come se io mi dichiarassi contrario alle due guerre mondiali che non ho nè vissuto nè conosciuto se non per quello che ho letto, che non sempre è la verità.
  • Tessitore 16/05/2018 19:32:37

    Signora Luisa, lei ha sicuramente 2 lauree, ma credo anche le idee confuse, se per caso non se ne fosse ancora accorta, questa scuola che lei tanto critica e che tanto la penalizza, l'hanno creata proprio quelli che non perdono occasione per dichiararsi antifascisti.
  • user219208 16/05/2018 18:31:31

    ...l'abbia creata Mussolini ma piuttosto un certo partito politico di sinistra ultimamente al governo, quindi non capisco cosa abbia la sig.ra da recriminare fascismo/antifascismo: cosa c'entra? Mio figlio a settembre inizierà la scuola primaria e spero che non trovi né una maestra fascista né una antifascista, ma semplicemente una Maestra con la M maiuscola ovvero preparata competente appassionata e soprattutto che non la butti in politica (a sproposito) sempre e comunque, specie con i bambini.
  • user219208 16/05/2018 18:25:08

    Come tanti "colleghi commentatori" posso dire che la signora ha ragione in linea di principio (e cmnq tanto da dire ci sarebbe...) ma non capisco davvero cosa c'entri l'essere "antifascista"? Purtroppo adesso è una parola tanto di moda e tanto cara a certi politici (Boldrini in primis) che alcuni sono portati a pensare che faccia figo mettere la parola"antifascista"ovunque, un po' come il prezzemolo che sta bene su ogni pietanza...inoltre non mi risulta che questa situazione l'abbia (segue)