X Factor, i Mad-Dog ai Live: «Adrenalina alle stelle, Sassari è con noi»
Dalle cover dei Green Day alla squadra di Paola Iezzi, i quattro ragazzi debuttano in diretta giovedì 22 ottobre: «Vogliamo essere noi stessi, senza compromessi»Video di Angelica D'Errico
A sinistra l’ingresso del Teatro Repower di Assago, dove trascorreranno i prossimi giorni «a provare e provare». A destra una sala stampa improvvisata, con giornalisti e fotografi assiepati, gli occhi puntati su di loro. Per i Mad-Dog da Sassari è il primo assaggio di notorietà: entrano incerti, quasi intimiditi, poi prendono confidenza senza perdere la spontaneità che li contraddistingue. Da giovedì 22 ottobre, con Marco Mengoni ospite della prima puntata, saranno tra i dodici protagonisti dei Live Show di X Factor 2026, dopo aver conquistato Paola Iezzi alle Last Call con “Somebody Told Me” dei Killers.
Renato Marchisio, voce e chitarra, 17 anni, Davide Dore, basso, 18, Jacopo Sale, batteria, 21, e Luca Pintus, chitarra, 20, hanno le idee chiare: «Vincere? Non ci interessa, il nostro obiettivo è arrivare agli inediti». La felicità è alle stelle, anche se non hanno ancora realizzato del tutto quello che sta accadendo. La tensione, raccontano, si è fatta sentire soprattutto prima delle Auditions, quando non sapevano cosa aspettarsi: volevano solo «farsi conoscere da un pubblico più ampio», perché «vivere di musica è difficile». Con la loro coach Paola Iezzi si sono sentiti capiti fin da subito: «Rispetta la nostra personalità e ci tiene che non venga compromessa».
Nati nel 2023 come cover band dei Green Day, i Mad-Dog hanno sviluppato un’identità indie rock, contaminata da influenze diverse, dai Rage Against the Machine ai Beatles, dai Queen ai Blink-182, passando per Lucio Battisti e gli 883. A fine 2025 è arrivato “Shame on Youth”, il loro primo album, autoprodotto in casa, con brani autobiografici che raccontano «il contrasto tra la vergogna del crescere e la giovinezza più angelica».
Fondamentale è stata la gavetta nei locali e nei festival di Sassari, «la cosa più importante» per imparare a stare sul palco e prepararsi a una sfida come X Factor. Una dimensione faticosa, ma che oggi manca, proprio come la città, che li ha sostenuti «anche quando onestamente non ci conosceva nessuno». Il loro punto fermo resta la spontaneità: «Vogliamo essere sinceri, noi stessi, sperando che la nostra natura venga compresa». E anche la convinzione che sia finalmente arrivato il momento delle band: «Perché è importante suonare e crescere insieme».
