Sanluri, la rassegna Cedac al Teatro Akinu Congia
Prosa, danza e musica protagoniste un scena fino ad aprile 2027Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un viaggio tra mito e storia, che mira a indagare le umane passioni tra classici rivisitati, autori moderni e tanto altro. La Stagione di Prosa, Danza e Musica organizzata da Cedac Sardegna approda adesso anche al Teatro Akinu Congia di Sanluri, dove fino al 18 aprile 2027 andranno in scena ben undici spettacoli e altrettanti ospiti speciali. Sipari alzati alle 20:30 per ogni spettacolo: dopo l'apertura affidata in data odierna a "Questo matrimonio non s'ha da fare" di Alberto Oliva, con la voce Ettore Bassi e il piano di Marco Beretta, seguiranno gli spettacoli "Lu Santo Jullare Francesco" e "Atlas / Il Suono del Tempo" nelle prossime settimane.
Una programmazione che accende i riflettori sulla società contemporanea, nelle complessità e contraddizioni che la caratterizzano, attingendo tanto dagli antichi miti quanto dalle recenti scoperte scientifiche per raccontare i drammi del presente e il binomio speranza-timore rivolto al futuro. Tra omaggi manzoniani e riscoperta dell'arte di Dario Fo ‒ a cento anni dalla nascita del Premio Nobel ‒ la nuova stagione teatrale riafferma il co-capoluogo del Medio Campidano come punto di riferimento culturale per il territorio circostante, vedendo in cartellone ospiti del calibro di Antonella Attili, Mario Tozzi ed Enzo Favata, Irma Ciaramella e Alice De André, come pure il Premio di Drammaturgia Extreme Contemporain Alice Bertini e l'ex campione di volley Andrea "Zorro" Zorzi.
E una volta officiato l'esordio di stasera con la rilettura tra parole e musica de "I Promessi Sposi", il 15 novembre sarà il turno di "Lu Santo Jullare Francesco", opera firmata dalla grande coppia Fo-Rame che viene riportata sul palco dall'attore Ugo Dighero, supportato dall'adattamento e dalla regia di Giorgio Gallione. Una "giullarata" contemporanea sulla vita di san Francesco, con il patrono di Assisi raccontato nel mitico stile di "Mistero Buffo": lavorando su leggende popolari, testi canonici medievali e documenti emersi solo recentemente, Fo costruisce così una narrazione potente e al contempo giocosa, non del classico stampo agiografico.
Francesco è infatti rappresentato come lui stesso spesso si definiva in vita, un "Giullare di Dio" che con serietà sceglie di stare dalla parte dei più deboli e diseredati, e il cui messaggio torna con forza tra spiritualità, mito, favola e satira. Un riadattamento che ricorda anche il compianto Papa che ha scelto il nome del santo, autore di una rivoluzione dall'alto che viene narrata su un binario parallelo interno alla trama: Dighero, che con Fo ha lavorato per tanti anni, restituisce vita all'opera grazie anche a Lorenza Gioberti, che firma scene e costumi, e Aldo Mantovani, invece curatore del disegno luci, in una co-produzione tra Cmc e Nidodiragno con la collaborazione del Teatro della Juta.
Mentre il 13 dicembre, con successivo ritrovo a Teatro direttamente per gennaio dell'anno prossimo, a chiudere il 2026 sarà "Atlas / Il Suono del Tempo", opera aperta con dieci esecutori sotto la direzione di Matteo Muntoni, che firma anche la sezione compositiva. In sospensione su un sottilissimo filo tra architettura sonora e pura improvvisazione, le musiche mutano in tempo reale, tra momenti densi, esplosive dinamiche e potenti melodie a catturare gli ascoltatori: sullo sfondo il mito di Atlante, riattualizzato nell'ansia e nella resistenza dell'uomo contemporaneo, oggi più che mai chiamato a sostenere un mondo sempre più frenetico e complesso, e la visione di un Mediterraneo come crocevia di vite, storie e incontri. Sui legni del teatro insieme a Muntoni, Leonardo Taccori (clarinetto), Matteo Orani e Daniele Porta (chitarre), Ivana Busu (pianoforte, sintetizzatore e live electronics), Mauro Melis (basso e contrabbasso), Andrea Murtas (batteria, vibrafono e percussioni), Matteo Gallus e Simone Soro (violini), Massimiliano Viani (viola) e Gianluca Pischedda (violoncello), in una produzione Medinsard.
