È di questi giorni la presentazione in anteprima della serie tv “177 giorni” che rievoca il rapimento di Farouk Kassam, avvenuto nel 1992 in Costa Smeralda. È uno dei sequestri di persona che più hanno colpito l’opinione pubblica. Secondo, forse, solo a quello di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi, prelevati nell'agosto del 1979 dalla tenuta de L’Agnata, nelle campagne di Tempio, e rilasciati dopo quattro mesi di prigionia.

Il rapimento segnò profondamente il cantautore genovese che, nel 1981, pubblicò l’album conosciuto come “L’indiano”, nel quale la Sardegna è protagonista nel bene e nel male. Tra i brani del disco, “Hotel Supramonte”, “Se ti tagliassero a pezzetti”, “Franziska” e la rielaborazione di “Deus ti salvet Maria” nell’adattamento di Albino Puddu. Nonostante il sequestro, De André (l’illustrazione è di Sandru Dessì) non abbandonò mai l’isola. E una volta disse: «La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi», paragonando le foreste, le campagne e le coste della nostra regione a un dono divino da concedere come “paradiso”. 

 

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