Il calcio nel carcere di Bancali. Ma anche la città di Sassari, il volontariato, l’altruismo e un orizzonte che va ben oltre le celle e i reati. Si è tenuto ieri, nella Casa Circondariale «Giovanni Bacchiddu», il quadrangolare «Palla al centro. Si riparte», a cui hanno partecipato le squadre delle società San Paolo, della CosmoSS, una formazione della polizia penitenziaria e due dei detenuti, «Rinascita» e «Speranza».

«È un progetto partito nove mesi fa - spiega la garante comunale dei detenuti Anna Cherchi, principale promotrice dell’iniziativa -. Una risposta alla frequente richiesta sul campo della struttura che si voleva utilizzare di più. Abbiamo colto al volo l’entusiasmo dei detenuti». E della direttrice di Bancali, Maria Teresa Errico, che ha dato il suo placet: «Siamo sempre in cerca di stimoli e aperture. E quale migliore modo di incontrarsi se non attraverso un pallone?» Con cui si livellano le distanze e che ha fatto da cerniera con «il mondo fuori».

«La città ha risposto», rimarca Cherchi ricordando che l’obiettivo era anche far partecipare Sassari e attivare un volontariato che si è tradotto in varie forme. Tante le aziende, le associazioni e le attività che hanno donato dall’acqua alle scarpe ai guanti, dai conetti alle pettorine, fino ai medicinali, incluso il Comune che ha dato le reti per le porte. Uno slancio di generosità collettivo. «Si è trattato di un’esperienza molto formativa - dichiara Mariano Brianda della Costituente, tra le realtà impegnate in prima linea nell’iniziativa - I detenuti fanno qualcosa insieme alla società». In campo ci si dimentica dei reati commessi, alcuni pesanti, e sul rettangolo ci vanno tutti, dai sassaresi agli extracomunitari.

«La cosa straordinaria - comunicano i presenti - è che nelle partite ci si dimentica dei propri ruoli». Sono stati 140 gli iscritti agli allenamenti, iniziati a marzo, e che hanno visto una scrematura progressiva dei partecipanti e il coinvolgimento di due allenatori professionisti come Bobo Scano e Giovanni Paoni. «Queste sono tra le attività con cui si recupera il detenuto e si esce dall’autoreferenzialità del carcere - spiega don Gaetano Galia, cappellano della struttura dal 2011 - Loro apprezzano perché si vedono riconosciuti come persone». Tra le presenze sulle «tribune» il vicesindaco Pierluigi Salis, l’assessora ai Servizi sociali Tania Decortes e alcuni rappresentanti della Camera penale di Sassari. Sul terreno di gioco del carcere anche gli arbitri della sezione Figc di Sassari, Paolo Armando Mulas, Giulia Bolognesi, Rosanna Barabino e Gavino Scodino, che non hanno estratto alcun cartellino giallo. «Sono stati tutti corretti», sottolinea Davide Cossu, presidente della sezione, presente con Maurizio Sassu, responsabile della parte sociale dell’ente. Intanto la garante progetta altre iniziative e l’attività sportiva continua. Alla fine medaglie per ogni calciatore, primi classificati e non, perché come evidenziato da promotori e partecipanti la conclusione è una sola: «Abbiamo vinto tutti».

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