Criticità del Nord Sardegna in linea con la media nazionale. A riferirlo, oggi in prefettura a Sassari, una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e la sicurezza nei luoghi di lavoro, presieduta da Tino Magni. Insieme a lui anche i senatori Susanna Camusso, vicepresidente, Luigi Spagnolli e Giovanni Satta, e la prefetta Carla Di Quattro, i quali, tra oggi e domani, faranno una serie di audizioni sul tema in provincia. “Oggi andremo all’Eni- dichiara Magni- e domani al porto di Olbia”. Intanto già stamattina hanno avuto modo di incontrare gli enti preposti al controllo, come Inps e Inail, oltre alle rappresentanze datoriali e sindacali. “È emerso come la maggior parte degli infortuni avvengano nel settore edile, un dato diffuso anche in altri territori. Oppure, nel momento del picco turistico, nel settore servizi”.

Il fattore poi ormai cronico è quello del caldo a cui sono esposti i lavoratori e per cui, afferma la commissione, “serve avere un metodo attraverso cui prevenire”. Una delle questioni di maggiore attualità è la necessità di prevedere più ore di formazione: “Manca in parte l’inserimento sul lavoro che si faceva un tempo”.

La Commissione d’inchiesta ha già prodotto un decalogo, presentato in Senato, in cui si evidenziano una serie di problematiche della sicurezza, dalle responsabilità di filiera al censimento dei mancati infortuni. “Proprio i dati servono per individuare le criticità, anche quelle sul lavoro sommerso”. Intanto si sta consolidando un rapporto con le università, ad esempio con il Politecnico di Milano, settore Salute e Sicurezza, affinché “anche chi studia dia una mano al legislatore nel dare strumenti sui luoghi di lavoro, a cominciare dall’uso dell’intelligenza artificiale”.

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