Il sesto weekend autunnale di Monumenti Aperti – terzo per quanto riguarda la Sardegna – vede come unico protagonista isolano il comune di Ploaghe, insieme ad Altavalle in Trentino (new entry), Benevento, Cosenza, Montefano (Marche), Roma e Trieste. Il piccolo centro logudorese celebra la sua undicesima edizione spalancandole porte di otto tesori tra fede e arte, uno in più rispetto al 2025, nella sola giornata di sabato 24. Come sempre, a rendere possibile la festa di cultura e comunità saranno le volontarie e i volontari locali: la Pro Loco, la Consulta Giovanile, la scuola primaria e persino la scuola dell’infanzia. Non era visitabile per Monumenti Aperti dal 2022: è la chiesa di San Pietro, in pieno centro storico, che torna nel circuito svelandosi in tutta la sua maestosità. Citata nel celebre Condaghe di San Pietro di Silki come “Sanctu Petru de Plovake”, la chiesa ha ricoperto il prestigioso ruolo di Cattedra della diocesi di Ploaghe dal 1090 al 1503,anno in cui la sede fu soppressa e unita a quella di Sassari. Sorge a fianco all’Oratorio del Rosario e all’Oratorio di Santa Croce -visitabili entrambi - formando un unicum nell’isola di tre edifici di culto allineati sulla stessa piazza.

L’Oratorio del Rosario è sede delle opere della Quadreria Spano, dipinti raccolti dallo studioso Giovanni Spano in seguito alle sue innumerevoli escursioni nelle chiese e nei conventi di tutta la Sardegna e da lui donati alla chiesa di San Pietro nel 1873, mentre l’Oratorio di Santa Croce, costruito prima del 1587, sorge sul lato sinistro della chiesa di San Pietro, con cui comunica tramite una porta interna. La struttura, originariamente intitolata a Santa Lucia, passò in mano alla Confraternita di Santa Croce; nel 1707 il priore dell’arciconfraternita, il nobile Don Agostino Carta, fece restaurare l’oratorio e lo dotò di volta. Sempre nella piazza San Pietro sarà visitabile anche il Cimitero Antico: da Giovanni Spano apprendiamo che il camposanto vecchio di Ploaghe, benedetto nel 1797, fu il primo nell’isola a essere costruito separato dal corpo della chiesa e conserva oggi 29 lapidi scritte in sardo logudorese latineggiante e 9 in lingua italiana. Si trova nella zona chiamata Cortile de Cheia, delimitato dall’oratorio del Rosario e dalla chiesa di San Pietro.

Due i monumenti in piazza del Convento, via Pietro Salis: uno è la chiesa di S. Antonio da Padova, l'altro è l’ex Convento dei Cappuccini, annesso alla chiesa di S. Antonio da Padova, che risale al periodo 1652-1659 ovvero in quel processo di rinnovamento ecclesiastico che aveva investito la Sardegna dopo il Concilio di Trento. Oggi è sede della Biblioteca Comunale. Altri due luoghi di culto saranno svelati dai cappellini rossi di Ploaghe: la chiesa di San Matteo, in via del Colle, costruita prima del 1649a breve distanza dalle pendici del piccolo colle vulcanico di cui porta il nome, il monte San Matteo. L’altro, nell’omonima piazza, è la chiesa della Madonna di Valverde, probabilmente già in rovina alla fine del XVIII secolo, come risulta da una relazione del Vicario Devilla nel 1824. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.Le visite alla chiesa saranno sospese durante le funzioni religiose.

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