Sorpassi e coltelli, o chiavi d’auto, nel giorno di Pasquetta sulla Sassari-Alghero. Due anni fa, il Lunedì dell'Angelo, si è rischiato il dramma quando tra due uomini, alla guida delle rispettive auto, è nato un alterco. A originarlo presunti sorpassi negati e l'alta tensione salita a dismisura mentre volavano, in corsa, parole grosse. Che non sono diminuite quando entrambi si sono fermati e il litigio avrebbe visto la comparsa di un coltello, seguita di un breve scontro fisico. E la lama, secondo le accuse della Procura della Repubblica di Sassari, e del presunto ferito, avrebbe ferito il costato di uno dei litiganti provocando una ferita di 3 millimetri. Chi impugna il manico avverte chi avrebbe colpito: «Se non te ne vai ti ammazzo». L'altro obbedisce e si allontana andando però dritto a denunciare e riferendo di «un costato sanguinante».

Così un 50enne sassarese è finito a processo, con le accuse di lesioni e minacce aggravate, venendo difeso dall'avvocato Salvatore Dettori. Le accuse riferite in dibattimento sono state smentite dall’accusato, incensurato, che ha parlato solo di spintoni reciproci e ipotizzato che la ferita lamentata fosse forse dovuta alle chiavi dell’auto che impugnava. E negando poi la presenza di qualsiasi coltello a serramanico sulla scena, il cui eventuale utilizzo, come argomentato in discussione, avrebbe provocato lesioni ben più gravi di una “escoriazione lineare”.

Il pm aveva chiesto la condanna del cinquantenne ma ieri, in tribunale a Sassari, la giudice Monia Adami ha disposto l'assoluzione perché il fatto non sussiste.

© Riproduzione riservata